Sicurezza
Spiagge, l’idea Gnudi non piace ai balneari «È troppo rischiosa»
Il ministro vuole dare alle Regioni la parte con le strutture «Qualsiasi soluzione che apra alle aste è inaccettabile»
VIAREGGIO. Il ministro del turismo Piero Gnudi ha lanciato il sasso. Ma molti balneari restano scettici. «L’ipotesi del ministro - scrivono in una nota Graziano Giannessi e Carlo Monti del sindacato Sib - che intenderebbe con il federalismo demaniale passare alle Regioni la parte occupata dalle strutture balneari, per essere assegnate con procedure ignote, e mantenere allo Stato la parte occupata dagli ombrelloni da assegnare con asta pubblica, non può essere condivisa, poiché non rassicurante, piena di ostacoli ed infida. Inoltre non rappresenta la richiesta unitaria dei sindacati nazionali Sib-Fiba-Assobalneari-cna firmata nel documento di Rimini».
«I balneari chiedono al governo l’unica soluzione possibile: la deroga - proseguono Monti e Giannessi - così come previsto nella stessa direttiva europea Bolkestein ed evitare comunque ogni forma di evidenza pubblica o asta. Qualsiasi soluzione alternativa che miri a scippare le aziende balneari, che negli anni hanno investito e creato ricchezza nei territori regionali, per regalarle al ricatto della finanza multinazionale e alle mafie, ci vedrà sempre mobilitati e indisponibili. Sembra paradossale che una attività sana e secolare, che svolge lodevolmente attività e servizi pubblici, sicurezza e presidio a difesa dell’ambiente, oggi si trovi minacciata da governi irresponsabili che annullano le potenzialità di queste aziende sane e vitali per contribuire alla crescita e alla ripresa di questa meravigliosa nostra Italia».
Anche Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli del Comitato No alle aste criticano Gnudi e di rimbalzo il presidente nazionale della Fiba Vincenzo Lardinelli («la sua concessione non scade nel 2015 come le nostre»), che ha parlato di una proposta su cui lavorare. «Che il ministro Gnudi abbia affrontato fino ad oggi i problemi dei balneari con una certa leggerezza, è cosa purtroppo nota. Dispiace sinceramente, invece, sentire il presidente Vincenzo Lardinelli esternare proposte che sono sistematicamente e per l’ennesima volta contraddittorie rispetto a quanto lo stesso Lardinelli ha affermato in altre occasioni, o peggio ha condiviso e firmato con le altre organizzazioni sindacali e con il Comitato Salvataggio stesso (vedi documento unitario di Rimini). Come Comitato non abbiamo mai precluso a priori possibili soluzioni alternative alla “Deroga” (cioè l’uscita dalla Bolkestein, ndr) ma crediamo che ogni proposta debba essere ben ponderata, ben spiegata, altrettanto ben discussa con la base dei balneari e quindi se ritenuta valida e percorribile approvata. Altre soluzioni in contrapposizione alla deroga, appetibili a prima vista, come quella sostenuta da Vincenzo Lardinelli, che prevedano spostamento della linea di costa, sdemanializzazioni fino ad arrivare anche, con il diritto di superficie, all’acquisto di aree oggi pubbliche, sono percorsi lunghi e con molte incognite, che potrebbero avere solo il risultato di metterci in contrapposizione con l’opinione pubblica (film già visto con la “canea” che provocò il Decreto Sviluppo di Tremonti che fece fare poi una retromarcia a tutta la politica, Tremonti compreso, che ci lasciò in “brache di tela”). Inoltre, per ironia della sorte, potrebbero poi essere, al tempo stesso ed alla fine della fiera, insopportabili anche economicamente dagli attuali piccoli imprenditori balneari».
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