Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

«Quel manifesto offende la città ferita»

«Quel manifesto offende la città ferita»

Un uomo annerito dalle fiamme che ardono alle sue spalle: la maxi pubblicità nella zona del disastro

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VIAREGGIO. «Quel manifesto va rimosso». Al telefono Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” e madre di Emanuela Menichetti, morta a soli 21 anni per le ustioni riportate nella strage del 29 giungo 2009, aggiunge: «Mi hanno telefonato dalla zona del disastro per segnalarmi un cartellone pubblicitario agghiacciante. Ci sono persone che mi hanno detto “io quella notte ho visto la gente davvero così...”. Non è possibile averlo davanti agli occhi...Ma lo sanno o no cosa è accaduto a Viareggio tre anni fa?».

I manifesto è quella della catena “Ottica Avanzi” che ha fatto analoga pubblicità non solo con i manifesti. Un uomo, parzialmente annerito dalle fiamme che gli divampano alle spalle, e sopra lo slogan “Viareggini. mettete a fuoco!”.

«Un manifesto del genere è assolutamente inaccettabile»: così la dichiarazione del sindaco Lunardini che ieri pomeriggio ha cercato di capire cosa potesse aver portato quella pubblicità proprio nel luogo del disastro ferroviario. «Gli uffici comunali mi hanno spiegato di non aver alcun potere di controllo sul contenuto della pubblicità che viene chiesto di collocare in giro per la città. Ciò detto, quel messaggio pubblicitario è obiettivamente indeguato, per non dire che è uno scandalo».

Lunardini, interpellato dal “Tirreno”, ha assicurato che «telefonerò personalmente all’agenzia pubblicitaria per farmi portavoce del disagio che il manifesto determina, a me per primo e ai miei concittadini. Mi auguro che possano capire e agire di conseguenza. Altrimenti mi consulterò, con i legali del Comune, sulle possibili azioni. Ma spero vivamente che non ci sia bisogno di arrivare a questo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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