Finanza
Un brusco stop alla sua carriera
Ex Dc da tre anni era alla guida dell’assessorato al decoro dopo avere presieduto la circoscrizione Torre del Lago
VIAREGGIO. Athos, una sorta di moschettiere della politica. Pastechi un cognome diffuso a Torre del Lago. Dove il commerciante ed assessore è molto conosciuto. Meno appeal in città per questo vecchio esponente dc passato a Forza Italia ma con rapporti ed amicizia traversali. Fuori e dentro i partiti, fuori e dentro le associazioni (palesi e riservate).
Carattere franco, buone capacità di approccio, Athos Pastechi di mestiere fa il commerciante. Ha un banco di souvenir in piazza dei Miracoli a Pisa e poi il Caffè del mare sulla Marina di Torre del Lago. È socio nell’operazione Caffè Liberty di piazza Campioni a Viareggio. E lì che coinvolge nell’inchiesta della Procura l’allora comandante dei vigili urbani Bertolucci.
Lasciando perdere i trascorsi nella Dc, di Pastechi si ricorda il periodo da presidente della circoscrizione Torre del Lago. La carica gli dà forza e lui cerca di «aiutare» il paese. Promettendo una croce di cavaliere ad uno «sciagurato» (perchè rispose) carabiniere, togliendo una multa ad un anziano torrelaghese.
Tutte vicende che la Procura di Lucca scopre e inserisce nell’ordinanza di custodia cautelare. Pastechi finisce a San Giorgio nella primavera del 2005. Le accuse sono ormai note, dall’incendio doloso alla corruzione, dall’abuso d’ufficio fino alla bancarotta fraudolenta.
Il processo è lunghissimo – intanto il suo accusatore Domenico Manzione lascia Lucca per guidare la Procura di Alba in Piemonte – e la durata falcidia i reati con la prescrizione. Resta in piedi la bancarotta per la Team Fish. Un reato che gli costa una pesante condanna a 3 anni e sei mesi di carcere, l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.
Gli costa anche di doversi piegare ad interessi superiori, cosa che non ama troppo. A caldo, nell’aula del Tribunale di Lucca, annuncia; non mi dimetto. Una risposta plausibile con la vicenda ed il personaggio. Se un processo così pesante non gli ha impedito di fare l’assessore, figuriamoci una condanna in primo grado.
Del resto l’uomo ha una (giusta?) visione della politica diciamo così cinica. Sul genere: il più pulito, etc.
E lui comunque si sente una persona pulita. Discussa, come ha dichiarato lui stesso, ma pulita.
Ed infatti il sindaco Lunardini si disfa di lui non in nome della morale, ma della politica: Pastechi sarebbe un bersaglio troppo facile per qualsiasi grillino. La campagna elettorale del 2013 è già iniziata, quei 3 anni e 6 mesi per un brutto reato come la bancarotta non permettevano altri tentennamenti. Certo i gradi di giudizio sono due (la Cassazione non dovrebbe entrare nel merito di un processo), ma le elezioni sono troppo vicine e Lunardini ed il Pdl non hanno certo perso le speranze di restare a cavallo.
Per cui, può sembrare paradossale, Lunardini va ad incidere dove Marcucci, nel silenzio della sinistra, non fece.
Lunardini in un passaggio del suo comunicato lo accenna. Pastechi, finita la carcerazione preventiva, tornò in circoscrzione benedetto dallo stesso Marco Marcucci.
Al quale dette una mano sul referendum (il secondo) sull’autonomia di Torre del Lago. Pastechi non ci credeva e non ci crede tuttora.
Il suo momento di rivincita è arrivato nel 2009 quando, nell’ennesimo rimpasto, è diventato assessore al decoro e alla polizia municipale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
