Sicurezza
Tre ristoranti nei guai La Finanza: chiudeteli
Evasione: in un anno il numero dei “furbetti” è passato dal 18,4 al 27,4% La giustificazione è sempre la stessa: «La crisi ci costringe a fare così»
VIAREGGIO. Tre ristoranti a rischio chiusura: uno a Forte dei Marmi, uno a Marina di Pietrasanta e uno a Lido di Camaiore. Ma stavolta la crisi non c'entra. O, quantomeno, non c'entra direttamente. Già, perché la richiesta di chiusura dei tre locali in questo caso arriva direttamente dalla Guardia di finanza di Viareggio. E il motivo è sempre il solito: evasione fiscale. Pizzicati in difetto su fatture e ricevute fiscali per almeno quattro volte in cinque anni, per i tre ristoratori è infatti scattata la richiesta di chiusura sulla quale dovrà adesso esprimersi il giudice. Ma i tre ristoratori infedeli (almeno nei confronti del fisco) non sono che la punta di un iceberg ben più voluminoso. Perché la percentuale di evasori fra coloro che gestiscono un ristorante o un'osteria, in un anno, è sensibilmente cresciuta. Passando dal 18,4 al 27,4 per cento.
Nessun “effetto Cortina”. I numeri, dunque, parlano chiaro. Nei 135 controlli effettuati nei primi cinque mesi dell'anno in tutta la Versilia sono state rilevate ben 37 irregolarità. Questo significa che, in percentuale, un ristoratore su quattro non emette correttamente la ricevuta fiscale a tutti i propri clienti. Se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, il dato dimostra anche che tre ristoratori su quattro fanno il loro dovere di contribuente. Ma c'è un dato che parla chiaro: il fenomeno evasione, almeno stando ai dati delle fiamme gialle, almeno in Versilia è in netta crescita. Nel medesimo periodo del 2011, infatti, nei 119 controlli effettuati dalla Guardia di finanza di Viareggio furono sanzionati “solo” 22 ristoratori. Ovvero il 18,4 per cento.
«Il fenomeno è in crescita – spiegano le fiamme gialle – malgrado ormai sia chiaro a tutti che la nostra attività si è intensificata. Insomma, numeri alla mano, quello che è stato ribattezzato l'effetto Cortina sembra che in Versilia non costituisca un serio deterrente all'evasione fiscale».
Insomma, si continua a non emettere la ricevuta fiscale pur sapendo che le antenne dei finanzieri si sono fatte sempre più sensibili.
Colpa della crisi? Vista dall'ottica del ristoratore-evasore, quella di tentare di fare il “furbetto” e non dichiarare al fisco almeno una parte degli incassi è diventata una sorta di necessità. «I motivi con cui i ristoratori che vengono pizzicati provano a giustificarsi al momento del verbale sono più o meno sempre gli stessi. Ovvero ci dicono che la crisi sta riducendo sensibilmente i loro incassi e che per sopravvivere non possono fare a meno di non destinare una quota di ciò che entra in cassa al cosiddetto sommerso». Una giustificazione che spesso lascia il tempo che trova, visto che fra i ristoratori scoperti in flagrante ci sono anche nomi eccellenti della buona tavola che – pur avendo subito una flessione a causa della crisi – godono comunque di un'ottima salute dal punto di vista finanziario.
Nuovi controlli in arrivo. Il lavoro della Guardia di finanza di Viareggio, naturalmente, non si ferma qui. Anzi, con l'arrivo dell'estate l'attenzione al mondo della ristorazione versiliese è semmai destinata ad aumentare. Con un occhio particolare ai tanti ristoranti ricavati all'interno degli stabilimenti balneari. Anche se nessuno lo conferma, la nuova battaglia all'evasione sembra giocarsi proprio sul mare, contro lo spaghetto in spiaggia senza ricevuta fiscale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
