Sicurezza
Strage, conto alla rovescia Deidda loda la Procura
Per il procuratore generale della Toscana gli uomini di Aldo Cicala «hanno lavorato con grande lena» e le indagini sono prossime alla chiusura
VIAREGGIO. «Spero anch'io che prima del 29 giugno si arrivi» alla chiusura delle indagini. Lo ha detto il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, rispondendo ai giornalisti a margine di un convegno dell'Idv toscano sulla sicurezza sul lavoro. «La Procura ha lavorato con grande lena - ha aggiunto Deidda - e ha lavorato bene, e non è sempre facile fare bene quando si deve fare presto» ma «fare presto in un episodio di questa gravità non è trascurabile».
Tra pochi giorni ricorrerà il terzo anniversario della strage di via Ponchielli. Il cielo che scoppia di rosso, il gas, le fiamme, i feriti che uno dopo l’altro perderanno ogni speranza negli ospedali di mezza Italia, le bare allineate sul prato dello stadio, le macerie dentro le quali si cercando i resti dei dispersi e i resti di storia di vite che non ci sono più o non saranno mai come prima.
Tre anni dopo. Tre anni di indagini su una storia fatta di tanti “pezzi” che attraversano l’Europa: l’asse che si spezza con le sue manutenzioni non fatte; la cisterna piena di Gpl squarciata ed il suo carico di scontro tra le parti nel corso dell’incidente probatorio; le modalità del trasporto di quella merce pericolosa da Nord a Sud, i relativi contratti, le autorizzazioni.
Da quel 29 giugno 2009 ad oggi il primo “round” nelle aule della giustizia ha visto i periti del gip Simone Silvestri condividere la tesi di Ferrovie: a bucare la cisterna sarebbe stato un elemento dello scambio e non un picchetto di regolazione curve, uno di quelli che Fs si erano ripromesse di sostituire molti anni prima. Parola di Dario Vangi e Riccardo Licciardello, quest’ultimo pagato da Rete ferroviaria italiana nell’ambito del Contratto di programma con il ministero dei trasporti.
Cosa è accaduto dal novembre 2001 ad oggi l’ha voluto spiegare il Procuratore capo, Aldo Cicala, in una nota diffusa qualche mese fa ma sempre valida. All'ingegner Toni, affiancato dalla squadra di polizia giudiziaria della Polfer, guidata dall'ispettore capo Angelo Laurino, la Procura ha chiesto - spiega Cicala - di «sottoporre a verifica critica le affermazioni dei periti nominati dal gip in merito a cosa avrebbe determinato lo squarcio. Un gran lavoro che ha richiesto il tempo necessario. «Gli accertamenti integrativi che investono i profili relativi alla compatibilità geometrica tra infrastruttura e carro nella ricostruzione dinamica avvalorata da riscontri obiettivi sul campo, confermano ancora quanto sostenuto dalla Procura in merito all’individuazione del picchetto come ente che - con ragionevole certezza - provocò la lesione della cisterna».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google