Sicurezza
«Mi hanno circondato, avevo paura»
Parla la donna aggredita nel parcheggio del Versilia: quel ragazzo ha tentato di derubarmi, ho reagito e mi ha colpito
LIDO DI CAMAIORE. «Non è andata come avete scritto: ha tentato di strapparmi la borsa e quando ho reagito mi ha aggredito e mi ha colpito all’addome. In pochi minuti mi sono ritrovata circondata da tutti gli extracomunitari che erano lì. Ho avuto paura, poi sono intervenuti i carabinieri ma il ragazzo che mi aveva aggredito era già fuggito con l’aiuto dei altri ambulanti».
A parlare è una giovane donna di 30 anni di Massarosa. La vittima dell’aggressione nel parcheggio dell’ospedale Versilia che ha riaperto il caso della sicurezza dell’area di sosta dove ormai da anni stazionano stranieri in cerca di spiccioli in cambio dell’indicazione di un posto auto libero. «Avevo una visita medica - racconta la giovane - erano le 10,30 del mattino, non piena notte, ma il ragazzo che mi si è avvicinato chiedendomi i soldi non si è fatto grossi scrupoli. Ha tentato di strapparmi la borsa. Ho avuto la prontezza di buttala in macchina e chiudere a chiave ma di fronte alla mia reazione mi sono ritrovata quell’uomo addosso, mi ha colpito all’addome e io ho cercato di difendermi».
L’alterco ha richiamato l’attenzione degli altri ambulanti nel parcheggio, racconta la giovane madre. «Ho una bambina di sei anni - spiega - meno male che ho deciso di non portarla con me, altrimenti non so come sarebbe finita. Anche perché nel giro di pochi minuti mi hanno circondata - continua il racconto riferendosi agli ambulanti - e quando hanno capito che avevo chiamato soccorsi con il cellulare hanno fatto di tutto per far scappare il ragazzo che mi aveva aggredita. Poi hanno continuato a strattonarmi e insultarmi, dicendomi “sei una donna e devi stare zitta. Che vuoi fare, vuoi farci arrestare? Domani tanto sono fuori”. E così via finché non sono arrivate le forze dell’ordine».
Ma anche dopo il loro intervento la situazione è rimasta difficile. «Quando ho finito all’ospedale - continua la giovane - avevo paura a tornare alla macchina da sola e ho chiesto al poliziotto del pronto soccorso di accompagnarmi. Gli ambulanti erano ancora tutti fuori e mi hanno riconosciuta, mi indicavano. Ora è possibile che andando all’ospedale uno sia costretto a subire queste cose? Ad avere paura?».
La giovane madre di Massarosa ha già presentato denuncia per aggressione e tentato furto «e tornerò sul posto - racconta - per cercare di identificare chi mi ha aggredito. Alla polizia c’è un faldone alto un metro relativo a denunce di persone che hanno avuto problemi con gli ambulanti del parcheggio dell’ospedale. Cosa si aspetta a prendere provvedimenti?».
Intanto ieri fuori dal versilia niente era cambiato: decine di abulanti e stessa situazione di sempre. I ragazzi stranieri indicano i parcheggi liberi, le persone lasciano l’auto e non sempre “pagano” il servizio - peraltro non richiesto - o acquistano oggetti dai ragazzi stranieri. Nella stragrande maggioranza dei casi tutto finisce lì: gli ambulanti continuano il loro lavoro e i pazienti dell’ospedale sbrigano le proprie pratiche. Ma ci sono le eccezioni. Anche gravi come l’episodio capitato alla signora di Massarosa.
«Purtroppo la situazione al Versilia è questa - afferma la giovane - dobbiamo avere paura ad andare all’ospedale. Io lì per lì ho avuto lo scatto di coraggio ma quando sono tornata a casa sono scoppiata a piangere, ero sotto choc. E se avevano un coltello che succedeva?».
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