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Imprenditori terrorizzati dal salasso Imu e Tarsu

Imprenditori terrorizzati dal salasso Imu e Tarsu

Corchia: Buratti non rispetta le promesse elettorali sulla tassa di soggiorno L’allarme deI presidente degli albergatori: crollo delle prenotazioni

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FORTE DEI MARMI. «Il telefono della reception non squilla negli alberghi, le prenotazioni per luglio agosto sono ferme, e anche se è presto per parlare di catastrofe la preoccupazione sale ogni giorno di più». La fotografia ha un autore d’eccezione: Paolo Corchia, presidente degli albergatori cittadini, ma anche di Federalberghi toscana. «Per una volta - spiega - non vorrei parlare dell’andamento della stagione turistica. Siamo allarmati dalle dichiarazioni del sindaco Buratti sullo stato delle finanze comunali e soprattutto preoccupati dalle linee guida che l’Amministrazione sembra delineare per chiudere il bilancio di previsione 2012».

«Il dato di fatto – prosegue Corchia – è che, purtroppo, Buratti si sta rimangiando le promesse elettorali di non mettere mano alla tassa di soggiorno, e per quanto procrastini la questione all’anno venturo ci sono anche le dichiarazioni di rivedere le aliquote dell’addizionale Irpef e la Tarsu a dare la sensazione che ormai si punti alle tasche dei contribuenti e degli operatori turistici in particolare. Solo con l’Imu siamo già al 50% di aumento rispetto ad un anno fa – continua Corchia - e le tariffe Tarsu cittadine sono già le più alte della Versilia. Il rischio per noi albergatori è di non riuscire più a far quadrare i conti, tanto più che se a Roma non troveranno risorse si andrà a settembre anche all’aumento dell’Iva dal 10% al 12%».

«Qui come a Roma è la solita storia – continua Corchia – non si taglia granché sulla spesa pubblica ma si aumentano le tasse. Noi avevamo avanzato una proposta concreta al Comune per cercare di affrontare le due principali emergenze cittadine: la sicurezza legata ai furti, alle spaccate nei negozi alle risse e al caos e ovviamente la lotta all'abusivismo. Assieme a balneari e agenti immobiliari avevamo pensato ad una sorta di tassa di scopo, circa 200 euro ad azienda che avrebbero consentito al Comune di potenziare l’organico dei suoi vigili, senza incorrere nei limiti del patto di stabilità e cercando di mettere in campo più deterrente possibile contro queste “malattie” che minacciano la salute della nostra frequentazione turistica. A nostro avviso, ciò potrebbe evitare di ricorrere alla tassa di soggiorno, che diciamolo chiaramente finirebbe con lo scaricare solo sulla cinquantina di alberghi del Forte la necessità di fare cassa». Corcia, numeri alla mano, si dice convinto dell’effetto disatroso della tassa di soggiorno, soprattutto sulle strutture a 3 e 4 stelle. «Lunedì sera andremo a Villa Bertelli all’assemblea pubblica che ha convocato Buratti - conclude Corchia - e gli evidenzieremo questa nostra situazione, ma il Comune eviti le spese superflue e si confronti con gli operatori per una politica di investimento e promozione minimale, ma saggia e lungimirante e soprattutto senza far collassare le imprese turistiche». (r.f.)

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