Il Tirreno

Versilia

Alla fine Pastechi deve dimettersi

di Donatella Francesconi
Alla fine Pastechi deve dimettersi

Lunardini all’attacco: i fatti giudiziari risalgono al 2005 e agli amministratori dell’epoca silenziosi su quanto accadeva

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VIAREGGIO. «Athos Pastechi ha avuto una condanna, nel primo dei tre gradi che la legge prevede, per fatti accaduti ben prima dell'insediamento di questa amministrazione. Correva infatti il lontano marzo 2005 ed altri erano gli amministratori, allora davvero silenziosi su quanto andava accadendo». Luca Lunardini commenta con una nota alla soda caustica le dimissioni del suo assessore di maggior peso in quanto a voti e consensi. Una nota diffusa pochi attimi dopo aver lasciato la conferenza dei capigruppo che lo stesso sindaco ha voluto scegliere quale luogo collettivo per annunciare le dimissioni di Pastechi. Insomma, come si dice: un colpo al cerchio e uno all’opposizione. Con il primo cittadino impegnato - come spiega lui stesso - da una parte «nella ricerca di condivisione sul bilancio con l’obiettivo di non aumentare le tasse», e dall’altra a non risparmiare stoccate a quell’amministrazione Marcucci che tanto ha spappolato il centrosinistra viareggino, Pd in testa.

Una condanna, quella che il Tribunale di Lucca ha inflitto a Pastechi, «che nulla a che fare - continua Lunardini - con la sua attività di assessore, ma che Athos Pastechi non ha voluto che potesse in alcun modo pesare sull'attività di questa amministrazione. Pastechi ha saputo, voluto, potuto dare una risposta di correttezza e compostezza a tutti coloro che in questi giorni si erano eretti a giudici affrettati e sommari del suo comportamento. Giudici affrettati e sommari accecati da un pregiudizio per il quale tutto quello che a che fare con questa amministrazione o con il centrodestra è male, anzi è "il male". Poco importa che si tratti dei lavori in Passeggiata o del Regolamento urbanistico o, come in questo caso, dell'interpretazione del futuro comportamento di un assessore. Sembra che per taluni l'unica cosa che conti è sentenziare contro, senza neppure attendere risposte».

Pastechi, sottolinea Lunardini, «non ha voluto far pesare sull’attività dell’amministrazione la condanna ricevuta. Ha voluto dimettersi con la stessa energia, forza, capacità che ha dimostrato in questi anni nel reggere difficilissime deleghe. Lo abbiamo sempre visto in prima fila, a cercare di rimediare al perduto decoro, ad affrontare le emergenze ambientali o di viabilità. Se poi, magari per le notissime difficoltà economiche o per una burocrazia talvolta cieca e sorda, non tutto è riuscito ad ottenere, nessuno - neppure i suoi avversari politici più acerrimi - o coloro che in questi giorni avevano già aggiunto sentenze a quelle delle legge, hanno mai messo in discussione il suo impegno ed il cuore con cui l'affrontava».

La legge farà il suo corso, conclude Lunardini: «La rispettiamo e siamo fiduciosi del suo giudizio conclusivo. Ma pur nella difficoltà del momento, le dimissioni di Pastechi e le motivazioni che ne sono alla base impongono il rispetto dell'uomo».

Le deleghe di Pastechi restano nelle mani del sindaco. Il quale alla domanda se saranno assegnate, risponde: «Arriva dai consiglieri tutti la richiesta della riduzione del numero degli assessori. Uno degli obiettivi che mi sono dato è non aumentarne il numero. Ma lo scoglio del bilancio è vicino. E qualche delega potrebbe finire, per esempio, nelle mani di Bruno Puccinelli.

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