Il Tirreno

Versilia

«Vogliono ammazzare la Marina»

di Donatella Francesconi
«Vogliono ammazzare la Marina»

Locali chiusi, la protesta di commercianti, albergatori, camping: la politica dice sì, gli uffici comunali fanno il contrario

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TORRE DEL LAGO. «La stagione è terribile: tempo e crisi non aiutano, ma la chiusura dei locali sulla Marina è devastante». Alessandro Benedetti è il titolare della pizzeria alla rotonda di viale Europa, ma anche il portavoce di “TorreViva”, la neonata associazione che per la prima volta è riuscita a mettere insieme i commercianti, gli albergatori, i campeggiatori, i titolari di bar e ristoranti.

Torre del Lago prova a resistere. In una qualsiasi mattina di metà settimana viale Marconi è ricca di attività commerciali che espongono la merce fuori: una realtà da fare invidia a certe strade cittadine dove, invece, gli affitti alle stelle hanno portato il deserto. «Per martedì abbiamo convocato tutti gli assessori di Torre del Lago», annuncia Benedetti. Ciro Costagliola, con la delega alla cultura, Athos Pastechi il cui figlio gestisce un ristorante sulla Marina. Nicodemo Pistoia che nella frazione ha un camping tra i più frequentati, Antonio Tedeschi, il medico di tutti. «Vogliamo portare le nostre proposte per l’estate: un mercatino di prodotti a chilometri zero sul Belvedere il lunedì mattina, mentre per la sera la zona del lago può diventare l’ideale per una esposizione di pezzi vintage, anche libri. Sul lungomare, invece, l’idea è quella di un mercatino di antiquariato, il giovedì». All’amministrazione comunale la neonata associazione ed i suoi iscritti chiedono principalmente «la buona volontà di farci fare le iniziative. Che non significa - sottolinea con forza Benedetti - dirci “va bene” quando la voce è quella dei politici e poi non farci fare vita quando si tratta del rapporto con gli uffici comunali».

Benedetti e gli operatori della Marina mettono il dito nella piaga del turismo viareggino che pretende di restare uguale a se stesso: «Noi vendiamo il sole. E va bene. Ma non possiamo più pensare di vivere lavorando solo quando c’è bel tempo. Con gli investimenti fatti ed i costi fissi che sopportiamo non si può più ragionare così». Benedetti fa un esempio: «L’altro giorno avevo in pizzeria un collega di Firenze. Si lamentava di pagare 3mila euro l’anno di Tia per 70/80 metri quadrati di pizzeria nel centro della città. Quando gli ho raccontato che io ne pago 10mila, mi ha chiesto se stavo scherzando...Ed i miei vicini non se la passano poi tanto diversamente da me. Io credo davvero che la politica e gli amministratori non si rendano davvero conto del perché le attività stanno chiudendo una dopo l’altra...».

L’appello, insomma, è chiaro: lasciateci lavorare. Prima che la Marina di Torre del Lago si trasformi nell’ennesimo deserto. Anche perché i fatti stanno dimostrando che Mama Mia e Stupida chiusi non significano dare un taglio ai “giri” strani tra pineta e dune, Dove, al posto degli spacciatori di piccolo taglio che offrivano le sostanze per far “svoltare” la serata, è arrivata la prostituzione maschile. Ragazzi dell’Est Europa, dai 17 ai 22-23 anni, arrivano in bicicletta in cerca di clienti ai quali vendere sesso per poche decine di euro.

All’attacco su quanto sta accadendo sulla Marina colpita dalle non scelte dell’amministrazione Lunardini, anche il consigliere provinciale Daniele Lazzereschi (Pdl), che è anche vice presidente del consiglio a Palazzo Ducale: «I gestori dei locali della movida sulla Marina, oltre ad avere investito da anni nelle attività, oggi si trovano per motivi non ancora trasparenti a dover spostare le serate in locali limitrofi. Mi domando: a chi fa comodo tenere lontani i turisti? Perchè la Procura ad oggi non toglie il sequestro? Siamo in Italia e tutto è possibile: magari per un problema di ordine pubblico, per non saperlo gestire, si risolve chiudendo le attività. Chiedo che ognuno faccia un esame di coscienza: le leggi si rispettano, ma si possono anche concedere le proroghe. Ci sono rimasti 2 mesi in cui l'economia potrebbe riprendere: cerchiamo di sfruttarli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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