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Versilia

Sala slot, apertura vietata dal Comune

Sala slot, apertura vietata dal Comune

Da mesi gli imprenditori attendono di poter avviare l’attività. «Ora ci rivolgeremo ad un legale»

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VIAREGGIO. «Chiederemo i danni al Comune». Giovanni Benassi, con altri due soci, avrebbe dovuto aprire una sala con slot machine in via Mazzini. Sala che ora è chiusa con i sigilli della Procura a causa della contestazione relativa ad un abuso edilizio. «Abuso che è stato contestato a noi - spiega Benassi - che siamo in affitto e non alla proprietà». Risultato: locale chiuso «con le slot all’interno bloccate, un danno al Monopolio e uno a noi, che non sappiamo dove sbattere la testa». Da qui la decisione di rivolgersi ad un avvocato per far valere le proprie ragioni.

A bloccare l’attività - sulla quale si può dissentire ore, ma prima bisognerebbe dare un’occhiata a quanto avviene nei bar di tutta la città - è anche il parere negativo dato dal Comune alla Questura, ente titolare al rilascio del permesso all’apertura: «L’assessore Antonio Cima è stato chiaro - spiega Benassi -: la nostra attività è considerata immorale. Ed allora quando nei bar si vedono i genitori alle macchinette accompagnati dai figli, questo non è immorale? Almeno nella nostra sala l’ingresso ai minori sarebbe stato rigorosamente vietato, a norma di legge».

Contro l’apertura della sala slot sono state raccolte «quindici firme, per iniziativa di chi risiede nel palazzo dove l’attività dovrebbe avere sede». E tra le ragioni addotte c’è anche quella «della vicinanza ad una chiesa». Eppure, sottolinea, Benassi «basta andare in via Rosmini. La sala scommesse è praticamente confinante con il cimitero...».

Forse, però, ciò che fa infuriare non è neppure tutto questo. Un Comune ha il diritto/dovere di regolamentare le attività commerciali sul proprio territorio. Ma con regole chiare, certe, uguali per tutte. Qual è il senso di tenere un imprenditore “appeso” per mesi ad una non decisione?

Qual è il senso di avere il Piano delle funzioni - cavallo di battaglia dell’assessore Cima fin dal suo insediamento - e tenerlo da anni nel cassetto, così che possano essere compiute le grandi operazioni commerciali previste dal Regolamento urbanistico che l’amministrazione in carica non riuscirà ad approvare? (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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