Sicurezza
«Mensa, rifiutate l’addebito sul conto»
La Cgil si arrabbia per l’obbligo di pagare il servizio tramite banca: «Scelta che viola le regole, l’assessore chiarisca»
VIAREGGIO. «Si tratta di un obbligo che non ha ragion d’essere: non si è mai visto in servizi come acqua, luce e gas, gestiti da imprese, figuriamoci quando a imporlo è un’azienda pubblica. Ecco perché invitiamo gli utenti a rifiutarsi di pagare la mensa scolastica tramite conto corrente. A maggior ragione se non ce l’hanno».
Paolo Bruni, segretario della Cgil Versilia, non è uno che s’infervora facilmente. Ma in casi come questi, dice, bisogna essere chiari. Al punto da invitare i genitori a una sorta di “disobbedienza civile”. «L’obbligo di domiciliazione bancaria per il servizio della mensa, così come deciso dall’Azienda speciale pluriservizi, viola le regole - afferma Bruni - non si può imporre a qualcuno di aprire un conto corrente se non ce l’ha, pena la rinuncia. Non so se è incostituzionale, ma ci siamo vicini perché si penalizza chi ha meno possibilità economiche. Detto questo, e ribadito che di fronte a una scelta del genereè legittimo ribellarsi, rimango stupito anche per l’approccio dell’Asp».
Bruni, infatti, non condivide non solo il merito, ma anche il metodo dell’azienda pubblica che gestisce il servizio per conto del Comune. «Diciamo sempre che le aziende di questo tipo vengono create dalle amministrazioni per avere un rapporto più diretto con i cittadini - dice Bruni - insomma: se si affidano questi compiti a chi è sul territorio, sarà meglio anche per l’utente. Poi assistiamo ad approcci che assomigliano a quelli di una multinazionale rigida e intollerante.Manca il call center a Milano e siamo a posto». Per il segretario della Cgil, «l’assessore Lucia Accialini deve chiarire tutto questa vicenda. Noi, in attesa di parlare con lei e con i tecnici, attiviamo i nostri uffici e la Federconsumatori per tutelare chiunque voglia rivolgersi a noi».
Già, anche le associazioni dei consumatori si mobilitano. Anche perché la motivazione presentata da Comune e Asp per l’obbligo del conto è quella di combattere un’evasione peraltro ridotta. «Per carità - spiegano dalla Lega consumatori - se bisogna combattere l’evasione massacrando anche chi paga onestamente il dovuto, allora siamo fritti. La verità è che con un provvedimento del genere si penalizzano i più poveri, quelli che non sono in grado di pagarsi le spese per tenere aperto un conto corrente in banca o in posta. Dite voi se è giusto». E anche i genitori e i docenti sono sul piede di guerra.
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