Il Tirreno

Versilia

Infortuni sul lavoro: donne e immigrati in pericolo d’estate

di Donatella Francesconi

I dati della Asl per la stagione 2011: 858 gli incidenti Terziario, sanità ed edilizia sono i settori più rischiosi

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VIAREGGIO. Infortuni sul lavoro, un anno fa, in piena stagione, quando già la crisi mordeva al polpaccio dell’economia. Sono i dati dell’Asl e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro che hanno messo in piedi l’Osservatorio condiviso infortuni sul lavoro “Andrea Pierotti”. Ottocentocinquantotto infortuni dal primo luglio al 30 settembre 2011: 558 uomini e 300 donne. Quattro dei quali hanno visto altrettanti lavoratori ricoverati con prognosi riservata. «L’suo del caso - si legge nella relazione che accompagna i dati - ha verosimilmente salvato la vita ad un lavoratore edile straniero, colpito al capo da un pezzo di mattone precipitato dal tetto di uno stabile vicino al cantiere di ristrutturazione dove operava e nel quale gli standard di sicurezza sono apaprsi di buon livello».

La parte del “leone” in questo periodo l’ha fatta il settore terziario (servizi, commercio, albergo, ristorazione). Trentotto le indagini avviate dal Servizio di prevenzione della Asl, una delle quali è ancora in corso. In un caso le indagini ha dato origine alla comunicazione di notizia di reato per inosservanza delle norme di sicurezza «direttamente ricollegabili all’evento a carico di un preposto aziendale che ha tollerato una cattiva prassi di pulizia di un’attrezzatura nonostante il libretto d’uso e manutenzione definisse con chiarezza le corrette modalità di pulizia. L’uso scorretto dell’attrezzatura ha causato al lavoratore una frattura da schiacciamento della mano».

Nel trimestre preso in considerazione sei degli infortuni riscontrati hanno visto protagonisti dei minori: 3 ragazzi e 3 ragazze. In cinque casi l’infortunio è avvenuto non sul lavoro, ma mentre i giovanissimi erano in viaggio per raggiungere il luogo di lavoro. Per uno di loro la prognosi è stata di 21 giorni.

Il maggior numero degli infortuni registrati si è avuto nei servizi e nella sanità dove ad essere colpite sono soprattutto le donne: 58 quelle rimaste vittime di un incidente mentre svolgevano occupazioni in sanità e assistenza alla persona.

Settantasei, invece, i migranti vittime di un infortunio sul lavoro: 36 uomini e 13 donne, soprattutto nei comparti dei servizi, albergo e ristorazione, edilizia. Un caso grave si è verificato in agricoltura con ben 35 giorni di prognosi. Tre gli infortuni gravi a carico di cittadini stranieri.

Novantatre i datori di lavoro che sono a loro volta rimasti feriti in un incidente mentre lavoravano Nella maggior parte dei casi si tratta del settore edile e relativo indotto (20 casi di cui 7 gravi), a seguire l’agricoltura.

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