Proteste
Crea, stipendi a rischio per 200
Incontro in Provincia ma su 7 Comuni della Versilia se ne presentano solo due
VIAREGGIO. «La situazione è esplosiva»: con queste parole gli assessori provinciali Francesco Bambini e Mario Regoli hanno commentato la riunione di mercoledì pomeriggio a Palazzo Ducale sulla vicenda della cooperativa Crea. Presneti all’incontro, per i Comuni della Versilia, solo Viareggio e Massarosa. A causa dell'assenza degli altri amministratori, l'incontro si è concluso senza aver individuato soluzioni immediate. In attesa di convocare un nuovo appuntamento con tutti i soggetti, la Asl si è impegnata a fornire alla Provincia un quadro aggiornato sulle convenzioni e sullo stato dei pagamenti. «Su queste basi - si legge in una dota diffusa da palazzo Ducale - l'amministrazione provinciale convocherà rapidamente un nuovo incontro con Asl e Comuni per cercare di trovare gli accordi per sbloccare la convenzione».
All'incontro, oltre agli assessori provinciali, erano presenti la presidente di Crea, Vera Caruso, il presidente del consiglio provinciale Andrea Palestini, Marco Mazzoleni per l'Unità disabilità della Asl, i presidenti delle cooperative "L'arcobaleno" e "Primavera" e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil.
Dal confronto è emerso che le difficoltà principali di Crea, cooperativa che in Versilia gestisce centri diurni che ospitano circa 120 disabili, alcune residenze sanitarie assistite per anziani e servizi rivolti ai minori, derivano principalmente dal forte ritardo nei pagamenti per i servizi dei centri diurni. A questo si aggiunge la mancanza del rinnovo delle convenzioni con la Asl, dovuta a ritardi da parte di alcune amministrazioni comunali nel predisporre i necessari atti amministrativi. Senza le convenzioni la cooperativa non può accedere al credito bancario e, stante anche i mancati pagamenti è in grossa difficoltà nel pagare con regolarità gli stipendi.
Nella sostanza la cooperativa, e le altre collegate, stanno risentendo fortemente sia di ritardati pagamenti da parte di alcuni comuni che di una sorta di braccio di ferro tra la stessa Asl e i Comuni ai quali l'azienda sanitaria sta chiedendo, invano, i necessari atti amministrativi e garanzie di copertura economica dei servizi. Stretti in questa morsa restano i circa 200 lavoratori di Crea, gli utenti dei servizi e le loro famiglie, categorie -queste ultime- tra le più deboli della società.
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