Il dolore
Treno merci finisce sulla banchina
A Bressanone: problemi alla sala montata (asse più ruote). Incubo Viareggio
VIAREGGIO. «Poteva trasformarsi in una tragedia...». È scossa la voce del giornalista che sul sito di “Nbc”, la Radio delle Alpi, informa con molti particolari e belle immagini di cosa è accaduto nella stazione di Bressanone. Alle 11,55 del mattino (a Viareggio, tre anni fa, erano le 23,55) un treno merci carico di materiale ferroso è deragliato mentre affrontava la curva di ingresso in stazione ad una velocità di 80 chilometri orari, secondo le prime ricostruzioni.
Il locomotore è salito sul marciapiede e dietro i vagoni deragliati, alcuni di traverso ed altri appoggiati sulla banchina. I due macchinisti sono stati portati in ospedale, sotto choc. Le testimonianze di quei momenti, raccolte e messe sul sito della radio, sono fin troppo simili a quelle ascoltate nelle ore successive al disastro di Viareggio. Le traversine che saltano, la banchina “arata”. Sul posto, fin da subito, gli agenti della Polfer ed il dirigente Sandro Postè, e i tecnici di Rete ferroviaria italiana,. L’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ha inviato il proprio personale non appena saputo dell’incidente. Mentre la Procura di Bolzano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di disastro ferroviario colposo ed il Procuratore Markus Mayr ha disposto il sequestro di parte del convoglio.
Tra le cause possibili del deragliamento si è subito parlato del cedimento di un asse. Ma, secondo gli investigatori, potrebbe anche trattarsi di un problema alle ruote di uno dei carri (il terzo o il quarto).
I carri del convoglio deragliato sono delle ferrovie austriache, mentre il trasporto veniva eseguito Rail Traction Company , controllata dalla Società Autobrennero attraverso la Società trasporti su rotaia (Str).
Nel periodo gennaio-marzo 2012 Trenitalia ha segnalato all’Agenzia per la sicurezza delle ferrovie che l’83% delle anomalie riscontrate su cari merci riguardano carri il cui Ecm (il soggetto responsabile della manutenzione) è autocertificato, come da norma europea in scadenza nel 2013. Martedì 5 giugno una nota di Ansf, a firma del direttore Alberto Chiovelli, dispone che le imprese ferroviarie intensifichino i controlli, appurino l’idoneità delle procedure di controllo e di conseguenza accettino il trasporto solo nel caso in cui risultino soddisfatte tutte le condizioni di sicurezza, verificando l’efficacia delle misure adottate». (d.f.)
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