Sicurezza
In Versilia un terremoto ogni 100 anni
Bernardi (protezione civile): gli edifici pubblici sono sicuri e siamo preparati ad affrontare l’emergenza
SERAVEZZA. Gli storici sanno come è andata. Ma in pochissimi ricordano quella scossa. Era il 1920 quando un forte terremoto scosse la Garfagnana e la vicina Versilia, causando 171 morti e 650 feriti. E a riportare, oggi, con forza la memoria a quegli anni è Adamo Bernardi, responsabile della protezione civile dell'Alta Versilia. «Quei terremoti - avvisa - sono ciclici, avvengono ogni cento anni. Da qui al 2020 ci aspettiamo una scossa simile». Nelle ultime settimane la terra in Versilia ha tremato più volte, sulla scia dei sismi che hanno messo in ginocchio parte dell’Emilia. Nulla in confronto del terremoto del 2008, con epicentro a Camaiore, che non causò danni né feriti, ma gettò nel panico mezza Versilia. Ma anche quello di Camaiore, di magnitudo appena superiore al 3, non si è avvicinato neanche lontanamente a quello, questa volta sì devastante, del 7 settembre 1920: 6,6 sulla scala Richter, con epicentro a 14 chilometri di profondità. Si aprirono varchi sulle colline, alberi secolari vennero giù dai monti, crollò parte della Fortezza di Montalfonso, e fece registrare numerosi e gravi danni anche in alta Versilia. È dal 1480 circa che in Garfagnana, più o meno ogni cento anni, la terra trema paurosamente. «È un fenomeno ciclico - spiega Bernardi - che si ripete con cadenza del secolo. Nel giro dei prossimi anni, 5 o 15 che siano, ci aspettiamo una nuova scossa molto forte, che riguarderà anche la Versilia».
«Le procedure di emergenza - dice Bernardi - sono simili a quelle delle alluvioni. Noi abbiamo una sede operativa a Querceta. Qui, in caso di calamità, confluiscono tutti i sindaci interessati, con i loro tecnici ed esperti di protezione civile. A quel punto partono una serie di iniziative, ad iniziare dall’evacuazione delle scuole». Bernardi èperò non è preoccupato. «Siamo attrezzati - dice - e pronti all’emergenza. In Versilia non ci sono strutture vetuste a rischio crollo, né per quanto riguarda le scuole né per gli edifici pubblici in generale. Per le case il discorso dipende dall’anno di costruzione e dalle tecniche utilizzate. Una casa che rispetta i crismi antisismici non ha nulla da temere». Importante comunque, oltre all'efficienza dei soccorsi, che i cittadini sappiano come muoversi. «Anche per questo, primi in Italia - aggiunge Adami - abbiamo avviato dei progetti di protezione civile partecipata, che vedono corsi dedicati anche a semplici cittadini, a cui spieghiamo come comportarsi in caso di estremo pericolo».
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