Il Tirreno

Versilia

Spaccio in pineta, in sette in manette

di Roy Lepore

I carabinieri scoprono un traffico di eroina e hashish organizzato a bordo di biciclette nei vialetti del parco

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VIAREGGIO. Si erano spartiti la pineta e rifornivano sia piccoli clienti che altri spacciatori. Un giro di hashish e cocaina “protetto” da vedette in bicicletta. Ma questa accortezza non è bastata a tenere lontani gli uomini dell’Arma che ieri hanno messo fine all’operazione “Principe” (dal soprannome di uno degli arrestati) con sette arresti nei confronti di cinque cittadini marocchini e due italiani di La Spezia. Si tratta di Aziz Rami, 23 anni detto “principe”, Abdelkrim Jarmouni 31 anni, El Moustapha El Messi 35 anni, Radwan Jarmouni 22 anni, Maati Jarmouini, Davide Di Vita 46 anni di La Spezia, Alessio Mauromatti 35 anni anche lui spezzino.

Le manette sono scattate a Viareggio, Porcari, Capannori e La Spezia: ad eseguire gli arresti i carabinieri di Viareggio in collaborazione con i colleghi delle altre province e in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Lucca, Simone Silvestri.

L’operazione è iniziata nell’ottobre 2011 e ha preso spunto dal sequestro di una dose di cocaina ad un giovane assuntore di sostanze stupefacenti che l’aveva acquistata all’interno della pineta di Ponente dal giovane conosciuto con il soprannome di “Principe”. Le indagini hanno evidenziato quello che ormai è stato appurato da tempo, che all’interno della pineta c’è un vero e proprio “mercato” di cocaina ed hashish gestito per la maggior parte da stranieri (fino ad oggi 80 giovani versiliesi già identificati come clienti).

«Non si tratta di una vera e propria organizzazione – spiega il tenente della Compagnia di Viareggio, Fabio Truddaiu, ma sono un insieme di spacciatori che si sono spartiti il traffico in pineta». Diverse le utenze telefoniche utilizzate per prendere appuntamenti con i clienti, tra le particolarità il fatto di utilizzare biciclette, il più delle volte risultate rubate, da parte delle “vedette” pronte ad avvisare i complici della possibile presenza di forze dell’ordine. E per muoversi con più libertà anche i carabinieri hanno utilizzato in più di una occasione biciclette confondendosi con la gente della pineta per poter seguire da vicino i movimenti degli spacciatori e acquisire indizi utili alle indagini.

Nonostante lo sforzo da parte di carabinieri e polizia il fenomeno dello spaccio in pineta prosegue. «Dal 2010 ad oggi abbiano arrestato 51 persone – dice il tenente Truddaiu - da parte nostra c’è una attenzione massima per la pineta di Ponente, che consideriamo un grande parco all’aperto, che va salvaguardato. Il fenomeno dello spaccio però non è risolto».

Per quanto riguarda i due arrestati italiani di La Spezia i carabinieri hanno individuato che si venivano a rifornire di droga in pineta per poi spacciarla in provincia di La Spezia.

Durante le indagini che si sono concluse ieri complessivamente sono state arrestate 12 persone, sequestrati 800 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish, 12mila euro in contanti e diversi telefonini cellulari utilizzati per prendere appuntamenti con i clienti. Agli arresti di ieri si dovrà aggiungere un altro cittadino marocchino che non è stato trovato, ma che a breve anche per lui scatteranno le manette, mentre invece altri due sono riusciti a fuggire in Marocco e per ora quindi latitanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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