Il Tirreno

Versilia

Mense e scuolabus Gli aumenti decisi scatenano la Cgil

di Luca Basile
Mense e scuolabus Gli aumenti decisi scatenano la Cgil

Il sindacato denuncia: mai consultati dalla giunta Contro l’Imu riparte la protesta di Mallegni e gli hotel

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PIETRASANTA. Sono parole dure quelle che arrivano dai sindacati Cgil Cisl e Uil nei confronti della maggioranza Lombardi in tema di bilancio di previsione. Numeri che abbiamo anticipato nell’edizione di ieri e che sempre ieri sera sono stati presentati in sede consiliare.

«Scelte, quelle di Lombardi&co che non condividiamo, sia per quanto attiene i servizi scolastici, sia per le partite relative all'Imu ed ancora per quello che si prospetta sull’addizionale Irpef. Si poteva fare meglio e dare alle pur necessarie misure di adeguamento tariffario caratteristiche di equità – scrive Paolo Bruni responsabile Cgil Versilia - sulle tariffe scolastiche, ad esempio, avevamo proposto una semplificazione dell'attuale sistema di fasce riducendole a 10, dalle 25 precedenti, elevando le soglie di agevolazione fino a 20.000 euro di certificazione ISEE e graduando gli aumenti da un minimo di pochi punti percentuali per le fasce più basse fino ad un massimo intorno al 10% per le certificazioni superiori ai 20.000 euro. Nella proposta comunale, relativa agli asili nido, la vecchia tariffa per le fascia da 9.501 a 10.000 euro subisce un incremento del 38,61 % (da 202 a 280 euro) e quella per la fascia sopra i 17.000 euro ha un incremento del 10,64 % (da 361,52 a 400 euro). Nella nostra proposta gli aumenti erano progressivamente graduati dallo 0,67% per la fascia da 7.001 a 7.500 euro fino al 13,41 % per la fascia sopra i 20.000 euro. Anche sull’Imu si dovevano prevedere, come in altri comuni della Versilia, livelli di agevolazione maggiori per le case in affitto, soprattutto canoni concordati secondo gli accordi territoriali. Senza dimenticare che le rendite catastali di Pietrasanta sono ben diverse da quelle di Massarosa o Seravezza. Tra l'altro – continua Bruni - abbiamo pure registrato una chiusura rispetto alla nostra richiesta di utilizzare una piccola parte delle maggiori entrate derivate dal questa imposta, per ripristinare i fondi destinati al contributo affitto. A questo punto ci dispiace constatare che appaiono davvero lontane le possibilità di giungere ad un accordo sulle politiche sociali nel comune di Pietrasanta pure confermando la disponibilità a proseguire gli incontri. .Nel frattempo ci adopereremo per contrastare queste scelte e portare all'attenzione dei cittadini la natura delle nostre proposte e delle nostre azioni».

Fin qui la Cgil e Bruni, ma ad alzare la voce è anche la AssoIndustria di Lucca, per iniziativa di Massimo Mallegni. i cui hotel sono iscritti a Confidustria e non a Confcommercio o Confesercenti.

«Siamo insoddisfatti. apprendiamo infatti dalla stampa locale, la decisione di portare all’ 8.9 per mille l’aliquota sulle attività produttive – fissata invece per la prima rata delle seconde case l’aliquota al 7.6 per mille, come da normativa che a saldo sarà però elevata al 10.6 per mille - in secondo luogo perché questo porterà le imprese del turismo e non solo loro, in una posizione economica difficile e talvolta impossibile da sostenere. Quanto richiesto non lo possiamo pagare. Ci batteremo quindi fino in fondo per tutelare le nostre attività. Nel frattempo siamo felici di aver contribuito in modo sostanziale alla presentazione dei ricorsi contro l’applicazione della tariffa Tarsu, da parte di molti Colleghi Albergatori del Comune di Pietrasanta». Ricorso che ha appunto dato ragione ad una ventina di albergatori e che potrebbe aprire un nuovo fronte di contenziosi fra ente e categoria.

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