Attenzione
Il sindaco si rifugia dietro il no comment
Lunardini: «Sentenza troppo fresca, devo valutare con la giunta e i partiti». Batistini (Pd): è l’ora che se ne vadano a casa
VIAREGGIO. «Capisco che dovete fare il vostro lavoro, ma voi cercate di capire me. La sentenza è troppo fresca, oggi (ieri, ndr) non posso andare oltre un commento generico».
Il sindaco Luca Lunardini è in imbarazzo. Difficile dargli torto: la condanna a 3 anni e 6 mesi del suo assessore alla polizia municipale, Athos Pastechi, per bancarotta fraudolenta lo mette, se possibile, in un angolo ancora più stretto di quello ricavato in questi mesi difficili. Parafrasando Giuliano Amato, «è come versare olio bollente su una ferita».
Ma il primo cittadino, almeno per il momento, non si sente né di difendere né di rivedere la posizione del suo uomo forte in giunta. «Devo parlare con gli altri assessori e con i partiti. Discuterne e capire cosa c’è da fare», dice un Lunardini in versione catenaccio. E a chi, come il cronista, gli fa notare che la sua scelta è criticabile, lui ribadisce di non poter andare oltre.
Pastechi in bilico. Per Lunardini, del resto, il problema si pone con tutta la sua evidenza dal momento che Pastechi - come dichiarato all’uscita dal tribunale - non ha alcuna intenzione di fare un passo in avanti. Sta a lui, dunque, valutare se è il caso di difendere l’assessore a oltranza, puntando sulla presunzione d’innocenza come ribadito dal legale di Pastechi e sulla fiducia personale, principio cardine per conservare la delega. Oppure prendere atto di un fatto grave: è vero, per carità, che fino alla sentenza definitiva Pastechi è innocente, ma quanto deciso dal tribunale di Lucca non può passare come un bicchiere d’acqua fresca sul curriculum di un uomo di governo.
«Se ne vadano tutti». L’opposizione, non a caso, prende la palla al balzo. Del resto, la cautela del sindaco è un boccone troppo forte per lasciarselo sfuggire.
«La presunzione d’innocenza vale per tutti - dice Antonio Batistini, capogruppo del Pd in consiglio comunale - Pastechi compreso. Ma qui si parla di una condanna per bancarotta fraudolenta. Ma come si fa a guidare una città con una roba simile sul groppone? Un amministratore dovrà pur rendersi conto dell’inopportunità. Ecco perché ritengo giusto che Pastechi si dimetta, oppure che il sindaco gli ritiri le deleghe. Anzi, forse potrebbe essere l’occasione per chiudere il conto e dire addio a questa giunta».
Secondo Batistini, infatti, l’episodio è come un macigno che piomba su un’amministrazione già fragile. «È bene che prendano spunto da questa vicenda per dire basta e andarsene a casa tutti. Al di là di Pastechi, il fatto che questa amministrazione ha fallito è sotto gli occhi di tutti. Prima prenderanno atto di questo disastro e meglio sarà».
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