Il Tirreno

Versilia

«È il nostro unico monumento»

Italia Nostra dice no: questa ricchezza deve restare dei viareggini

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VIAREGGIO. «I motivi per cui ci siamo opposti alla vendita dei diritti di superficie della Passeggiata sussistono tutt’ora. Anzi ora ci sono ancora di più». Antonio Dalle Mura di Italia Nostra, nonché esponente del Comitato per il salvataggio della Passeggiata che a lungo si è battuto contro la vendita avviata dalla giunta Marcucci, non usa mezzi termini. L’ipotesi avanzata da Lunardini è dannosa per la città, perché affiderebbe interamente ai privati «un patrimonio inestimabile, l’unico vero monumento della città. Se cade anche l’ultimo appiglio pubblico, quello dei diritti di superficie, chi ci garantirà il rispetto dei vincoli? È bene che la città resti proprietaria del suo patrimonio. Restimo dell'idea che la Passeggiata sia un patrimoni storico artistico tale da essere tutelato completamente, una delle poche ricchezze che Viareggio ha».

Critiche all’operazione arrivano anche dal centrosinistra. «Intanto va detto - afferma il capogruppo del Pd in consiglio, Antonio Batistini - che la riunione dei capigruppo sul bilancio non ha prodotto niente, è stata inutile. Credo sarebbe stato più serio, oltre che necessario ci portassero il consuntivo 2011 e poi ci facessero avere un’idea degli interventi sul 2012 in termini di tagli e simulazioni, ad esempio dell’Imu». Poi Batistini interviene sull’ipotesi delle alienazioni. «Della vicenda delle alienazioni apprendiamo dai giornali - spiega il capogruppo - credo che il ritiro della delibera dibenda dal fatto che ormai Lunardini non ha i voti, non ha più la maggioranza, siamo in cancrena. Mi preme comunque sottolineare che sui diritti di superficie della Passeggiata c'è una sostanziale differenza rispetto a quanto fatto il passato. Le risorse derivanti dalla vendita sono servite per investimenti fondamentali sul fronte dell’emergenza casa senza i quali oggi non si saprebbe come affrontare la situazione. In quel modo la precedente giunta rinunciò a canoni per 900mila euro l’anno. Adesso si tratterebbe di rinunciare a un incasso sicuro per il Comune di 2milioni e 400 mila euro».

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