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Condannato Athos Pastechi

Condannato Athos Pastechi

Fallimento della Team Fish: tre anni e sei mesi all’assessore Che ribadisce: «Non mi dimetto, la giustizia farà il suo corso»

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VIAREGGIO. Tre anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta. La condanna che i giudici del tribunale di Lucca infliggono ad Athos Pastechi, assessore alla polizia municipale, è una mazzata: accolta quasi pienamente la richiesta della Procura, che voleva 4 anni di carcere per il politico Pdl e imprenditore. Accusato di raggiri contabili per la vicenda del fallimento della società Team Fish.

Il ruolo di Pastechi e Valenti. Secondo il tribunale, quindi, Pastechi - ai tempi non ancora assessore - ha usato fino al 2005 la società di prodotti ittici come una scatola vuota per arricchirsi. Tramite almeno 40 fatture false - secondo l’accusa - e con l’aiuto dell’ex amministratrice Giuseppina Valenti. Condannata a sua volta a 3 anni.

I giudici, insomma, hanno riconosciuto le colpe dell’ex presidente della circoscrizione Torre del Lago - che non è mai figurato nella ragione sociale della Team Fish - e Valenti nella cattiva gestione dell’azienda. Che acquistava, ad esempio, cibi e bevande per il ristorante di Pastechi. E i cui conti erano tenuti proprio dal commercialista del futuro assessore.

“Sfumata” la posizione dell’altro amministratore, Giovanni Ciocia, assistito da Massimo Landi e Marco Montalbano. Ciocia si è visto infliggere una pena di 6 mesi, anziché i tre anni chiesti dal pubblico ministero Antonio Mariotti. Secondo i giudici, è responsabile di bancarotta semplice.

«Non mi dimetto». Nella sentenza si impone l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, oltre che lo stop per l’esercizio di attività commerciali per 10 anni. Ma, come spiega il legale di Pastechi, l’avvocato Luca Cianferoni, «l’interdizione scatta solo con la sentenza definitiva. Ecco perché, giuridicamente, il mio assistito non ha obblighi e se l’opposizione chiedesse le sue dimissioni non terrebbe conto della presunzione d’innocenza. Per quanto riguarda il risultato dell’impianto accusatorio, è deludente: è rimasto in piedi solo un capo d’imputazione, inerente ai fatti privati del mio cliente. Contiamo di ribaltarlo in appello. Infine, preciso che chiederemo i danni per la durata eccessiva del processo». Pastechi, dal canto suo ribadisce che non ha intenzione di dimettersi. «Deluso dalla sentenza? Affatto. La giustizia farà il suo corso».

Matteo Tuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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