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Versilia

Caos Imu, file lunghissime e uffici presi d’assalto

Caos Imu, file lunghissime e uffici presi d’assalto

Migliaia di cittadini attendono ore per ritirare i moduli per il pagamento Il patronato Inac: «Finora curate più di 3000 pratiche in Versilia»

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VIAREGGIO. Qualcuno potrebbe ribattezzarli il popolo delle “mani in tasca”. Sono i migliaia di lavoratori dipendenti, pensionati, agricoltori versiliesi che vivono perennemente in fila tra poste, uffici comunali e sportelli vari per pagare tasse, bollette e multe assortite, e che in questi giorni stanno letteralmente prendendo d’assalto gli sportelli dei patronati per uscire dal groviglio dell’Imu. Anche loro sono arrabbiati e preoccupati come quelli che occupano Wall Street. Solo che di rumore ne fanno molto meno. Ma alla fine sono sempre loro a doversi infilare le mani in tasca e pagare per tenere in piedi il sistema. E così, mentre si avvicina di gran corsa la prima scadenza per il versamento dell’Imu (a metà mese), queste persone cercano l’appoggio dei vari patronati che aiutano a preparare le pratiche (anche per la dichiarazione dei redditi) chiedendo in cambio pochi euro.

Anche ieri mattina le file composte soprattutto da persone anziane strabordavano dalle porte degli uffici.

Per capire cosa sta accadendo basta prendere in considerazione i dati forniti dal patronato Inac, legato alla confederazione italiana agricoltura (la Cia, ma non quella del Pentagono), e uno di quelli con più iscritti in provincia di Lucca. «Abbiamo difficoltà a stare dietro a tutte le richieste in questo periodo - spiega il direttore generale dell’Inac di Lucca Alberto Focacci - l’anno scorso abbiamo seguito 30mila dichiarazioni dei redditi, ma quest’anno, anche in conseguenza dell’Imu, saranno molte di più». Finora a livello provinciale, nei 52 sportelli del territorio, sono state curate 15mila pratiche solo per l’Imu. «Ma alla fine saranno molte di più, per questo chiediamo ai nostri utenti di avere pazienza», spiega ancora Focacci.

Di tutte queste pratiche Imu, secondo le prime stime, almeno un terzo dovrebbero essere quelle che riguardano la Versilia.

La cosa viene anche confermata dalla responsabile del patronato Inac per la Versilia. «Finora - spiega mentre davanti a sé ha almeno dieci persone in fila - abbiamo curato 3000 pratiche, ma certo saranno molte di più». Basta moltiplicare questo numero per tutti i patronati e gli uffici presenti e rapportarlo al numero di residenti e proprietari di abitazioni in Versilia per capire perché ci sia tanta agitazione.

«E’la terza volta che vengo - racconta una signora di fronte all’ufficio Inac di Capezzano - speriamo che stavolta sia tutto a posto». Qualcuno ha fatto qualche viaggio a vuoto, visto che, come spiegano le addette dello sportello, c’è stato qualche errore nella stampa dei documenti. «E’vero - commenta il direttore Focacci - ma tutto sarà risolto. D’altronde - aggiunge facendo capire quanto sia grande la preoccupazione della gente per l’arrivo dell’Imu sulla prima casa - le persone hanno iniziato a venire qui a marzo e da Roma la circolare con le indicazioni è arrivata solo pochi giorni fa».

Per fortuna stavolta quasi tutti i comuni hanno apllicato tariffe standard (aliquota allo 0,4% sulla prim casa) per studiare la situazione. Ma dalle prosime rate ciascuno potrà variarle. E la situazione potrebbe veramente degenerare. Anche perché le tipologie di edifici su cui viene applicata la nuova Imu sono tantissime. prime case, seconde case, abitazioni date a parenti, negozi, alberghi, fondi agricoli o capannoni. Qualcuno comunque riesce ad uscire dagli uffici con il sorriso di chi ha scampato qualcosa che temeva fortemente. «Ho preso i moduli per l’Imu per mia madre - spiega una donna - è anziana e non si può muovere da casa. Per fortuna dovrà pagare solo 40 euro». Qualcun altro ha meno da sorridere. «Abbiamo due case - spiega una donna - una è vuota e semi-diroccata, ma dovremo pagare 500 euro». Un imprenditore passa, guarda la fila, e non nasconde la rabbia. «Ho due case e un negozio - spiega - e adesso ci troviamo a pagare cifre inaspettate. Così si mettono in ginocchio le aziende. E’immorale far pagare l’Imu sulla prima casa».

Intanto le persone più anziane cercano posti a sede o all’ombra. «Ma a casa non ci andiamo - spiega una signora - il prossimo martedì è l’ultimo giorno di apertura di questo sportello prima della scadenza e non vorremmo avere problemi». Molte delle persone le ritrovi pochi minuti dopo in un’altra fila straripante, quella delle Poste. «In questo periodo negli uffici è sempre così - spiega la proprietaria delle due case - ci sono le pensioni, la Bonifica e tante altre scadenza. In pratica siamo sempre a pagare». Una situazione simile a quella di Capezzano ieri mattina era riscontrabile a Massarosa e a Pietrasanta. «Ma da giorni è così ovunque - spiegano dall’ufficio Inac di Lucca - al mattino arrivo qui alle 8 e trovo colleghi che parlano con cittadini preoccupati. E fino alle sette di sera gli uffici restano aperti. Purtroppo le risorse sono limitate e le richieste tantissime. Alle persone chiediamo di avere pazienza».

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