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Lido? Nell’interno è come una “giungla”

Lido? Nell’interno è come una “giungla”

Lontano dalla Passeggiata le strade sono piene di buche e la segnaletica orizzontale è sparita: i pericoli sono grandi

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LIDO. Con le elezioni si è bloccato tutto il settore della manutenzione e del verde a Lido di Camaiore. Basta spostarsi di poco dal viale a mare per imbattersi in strade completamente dissestate e in situazioni poco gradevoli dal punto di vista estetico, ma anche estremamente pericolose.

La maggior parte delle vie interne di Lido sarebbero infatti da asfaltare, ma andrebbero rivisti anche i marciapiedi, dove barriere architettoniche e radici a vista fanno purtroppo da protagoniste.

Esempio clamoroso è via Marconi, parallela della via Trieste, dove le radici che escono dall'asfalto rischiano seriamente di provocare incidenti. Anche lo stop con la via Don Minzoni sarebbe da rivedere, visto che la segnaletica orizzontale è assente e la visibilità per i guidatori molto scarsa. Lo stesso avviene all'incrocio a fianco della pineta tra via Veneto e via Marconi.

Anche in via Don Minzoni le buche non si contano, ed è molto difficoltoso camminare sui marciapiedi, dove tra radici e piante che crescono a dismisura è preferibile passare per la strada.

Ma sono altre le strade che versano in pessime condizioni: ad esempio via Capuana in zona Secco, traversa dell'appena ristrutturata via Maddalena e le vicine via Massei e Sardegna. In via Trieste, invece, nel tratto che va da via Italica a via del Secco mancano del tutto i marciapiedi, che ci sono invece nei due tratti a sud e a nord. Molte le piazze - deserte - che in teoria dovrebbero accogliere cittadini e turisiti, ma che in realtà sono in pessime condizioni.

Esempio lampante è quella degli Aviatori, una volta fiore all'occhiello di Lido, ma che oggi risulta veramente trascurata: erba alta, panchine mangiate dal tempo, pavimentazione rotta, cestini storti, lattine e bottiglie di birra a terra fanno da biglietto da visita per chi viene via dal mare.

Per non parlare della sedia con tavolino di plastica posizionata accanto all'ingresso delle poste centrali, come per nascondere il degrado in cui versa la piazza.

Anche il parco giochi in via Garibaldi è malmesso: considerando che dovrebbe essere frequentato soprattutto da bambini, l'ormai indomabile erba e la sporcizia intimorirebbero qualunque genitore: «Non ci porterei mai mio figlio – afferma un passante -, c'è d'aver paura di trovare delle siringhe: l'erba è talmente alta che non si riesce a vedere neppure il terreno».

Se invece ci spostiamo sul viale Kennedy, troviamo ancora la profonda voragine nell'asfalto che abbiamo denunciato la scorsa settimana, mentre in via Alighieri angolo viale Kennedy spunta un accampamento di zingari, nell'area camper nei pressi dell'Una Hotel e dietro la fattoria Benelli. Ci sono cinque roulottes, sedie, tavoli, bombole del gas e automobili che stazionano ormai in modo permanente e che di fatto impediscono ai camperisti di prendere possesso dell'area loro dedicata.

E' evidente il danno che questa piccola colonia produce perchè anche i camperisti, in estate, sono una fonte di reddito per le amministrazioni.

Sempre in via Alighieri, l'erba cresce alta lungo i margini della strada, e le buche si fanno sempre più profonde andando verso via del Secco.

Ma se ci addentriamo ancora più nell'interno ci imbattiamo in strade transitate e strategiche come Via Buonarroti, vicina al mercato ortofrutticolo e che collega la Via Italica con la via F.lli Rosselli e la Croce Verde, dove, come abbiamo già riportato, buche, crepe, dossi e sollevamenti (causati dalle radici dei pini) minacciano continuamente veicoli e pedoni.

Basta allora spostarsi di poco dalla "vetrina" di Lido di Camaiore, il viale a mare, per imbattersi in situazioni poco piacevoli che potrebbero arrecare danni sia a chi semplicemente si concede una passeggiata, ma anche a chi si sposta con il proprio veicolo. La situazione è già stata denunciata da cittadini e commercianti. Ma anche dallo stesso sindaco Alessandro del Dotto che ha promesso di correre ai ripari.

Isotta Boccassini

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