Il Tirreno

Versilia

Caso Frau, oggi commissione spettacoli

di Donatella Francesconi

Incontro sindaco-dipendenti: mentre alla discoteca di De Giorgi è arrivato il divieto al Seven è stata concessa la deroga

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TORRE DEL LAGO. Caso Frau, oggi la vicenda va all’attenzione della commissione di vigilanza sugli spettacoli. Ed il sindaco Lunardini ha promesso di essere presente all’appuntamento. Così l’incontro di ieri sera con i lavoratori della discoteca, la cui gestione è stata rilevata da Alessio De Giorgi, chiusa dal dirigente del Comune, Angelo Bertolucci, una settimana dopo l’inaugurazione.

Incontro proficuo, quello di ieri sera, anche per le parole pronunciate davanti a tutti da Paolo Polvani, il tecnico cui si è affidato De Giorgi. Nella stessa mattina di venerdì scorso, quando al Frau è stata comunicata la chiusura dell’attività proprio per il primo fine settimana di giugno, la commissione ha dato il via libera all’attività del “Seven” che riapre i battenti dopo l’incendio con novanta giorni di tempo per ottemperare alle prescrizioni relative alle osservazioni e alla richieste della stessa commissione. Due Comuni diversi, due dirigenti diversi, due esiti diversi: aperto il Seven e chiuso il Frau. Discoteca della Marina gay friendly, quella dove per anni tutti si sono fatti “tondi” con il denaro di giovani e meno giovani che qui hanno trovato un pezzo d’Europa almeno per quanto riguarda il diritto di essere uguali tra gli uguali.

Il dibattito di questi giorni su siti e blog cittadini non fa onore ad una città civile. Agli imprenditori gay della Marina si rimprovera di aver fatto affari. Un po’ come agli ebrei si è, in tempi ben più bui, contestato di essere un pezzo importante di economia. Ma ieri sera, a cercare di gettare un ponte con l’amministrazione comunale, c’erano anche i commercianti in rappresentanza di “Torre viva!”, la nuova associazione i cui rappresentanti spiegano: «Vogliamo creare uno strumento di comunicazione con gli uffici comunali. Ce n’è davvero bisogno». Parola di Riccardo Montanini, a lungo consigliere comunale in un’epoca in cui non è che le cose andassero poi tanto meglio da questo punto di vista.

Caso Frau in commissione, dunque. Con due ipotesi possibili: o la proroga come è accaduto al Seven così da potersi mettere in regola (da ricordare che il proprietario non è De Giorgi); o l’apertura ma contingentata rispetto al numero di presenze. Una soluzione che consentirebbe comunque di proseguire l’attività, salvaguardando i posti di lavoro.

E salvaguardando una Marina ed una frazione che nel fine settimana ha visto disdette nei campeggi e negli hotel - denuncia Regina Satariano, presidente del Consorzio Freindly Versilia - mentre siamo solo ai primi di giugno «e al solo Priscilla sono arrivate 236 richieste di assunzione. Per la maggior parte da torrelaghesi, non tutti giovani, molti padri di famiglia». Difficile pensare che la Marina con i locali chiusi e l’esperienza gay friendly quasi spazzata via senza che, tra tavoli e tavolini convocati, gli Enti tutti quanti sono abbiano saputo quadrare il cerchio del “che fare” possa ancora trainare l’economia dell’estate torrelaghese.

Anche perché i fenomeni che hanno portato alle chiusure dell’estate scorsa, non sono morti. E se lo spaccio è un po’ diminuito, dilaga la prostituzione. Ragazzi romeni, giovanissimi, che alla sbarra lato Viareggio si vendono per niente, dormendo poi a ridosso delle siepi dei locali. Non sanno una parola d’italiano - raccontano gli operatori della Marina - hanno dai 17 ai 22-23 anni, e qualcuno li manovra lucrando sulla loro disperazione.

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