Sicurezza
«Rom, un progetto per la legalità»
L’associazione Berretti bianchi: l’amministrazione Neri sta lavorando nel pieno rispetto delle legge regionale
QUERCETA. «Legalità significa anche rispetto della persona e della famiglia, di ogni persona e di ogni nucleo familiare: valori e beni che se pur garantiti da norme costituzionali, di fatto vengono sistematicamente violati anche nell’accoglienet Toscana». Interviene così, sulla vicenda del progetto per l’insediamento Rom dell’area Terminal, l’associazione Berretti bianchi-Coordinamento Rom Versilia storica. A fare arrivare la presa di posizione è l’avvocato Massimo Focacci, da sempre impegnato al fianco dei migranti, che tiene a sottolineare «l’importanza del coordinamento arrivato, ormai, ad un anno di lavoro».
Il progetto è quello del rimpatrio assistito, con finanziamento regionale e garanzia di lavoro in Romania, dove gli stessi Berretti bianchi sono andati a creare le condizioni perché ciò accada. Intanto, però, anche per l’avvicinarsi della stagione calda, è stato necessario munire l’area a ridosso della stazione di servizi igienici e docce. Una scelta che l’amministrazione del sindaco Ettore Neri ha fatto di pari passo con il raggiungimento degli obiettivi del progetto.
«Legalità - continua la nota diffusa ieri - significa in particolare rispetto e applicazione della legge, come quella della Regione Toscana (numero 2/2000) “Interventi per i popoli Rom e Sinti”, che persegue obiettivi di integrazione, assistenza, decoro e legalità all’interno di una situazione vivibile per tutti, dettando precise norme che obbligano la Regione egli altri Enti pubblici territoriali e stanziando appositi fondi, in sintonia con la normativa europea più recente».
Una legge importante - ricorda l’associazione di volontariato - «per ripristinare la legalità ed uscire dal degrado che investe noi cittadini ma ancor prima gli stessi Rom che dentro il degrado sono costretti a vivere tutti i giorni».
Per questo è necessario che «la nostra società civile condivida le scelte delle amministrazioni che, nel rispetto di tutte le leggi, operano affinché le persone presenti sul loro territorio vengano rispettate nella loro dignità vivendo da essei umani e non come animali».
L’amministrazione comunale di Seravezza e le altre «che operano in tal senso non sono isolate. Perché oltre alla nostra associazione - ricordano i Berretti bianchi - sono attive da tempo Caritas, molte parrocchie, Auser di Forte di Marmi e numerosi cittadini che condividono gli stessi ideali e obiettivi».
Tutti impegnati, come gli stessi “Berretti bianchi”, «ad evitare il degrado e l’illegalità nonché il ripetersi di atteggiamenti ostili verso la popolazione Rom. Atteggiamenti spesso alimentati dagli interventi di politici tanto interessati a soffiare sul fuoco in cerca di facili consensi, quanto ignoranti o dimentichi della leggi in materia e delle realtà delle quali parlano senza alcuna proposta. Volendo l’eliminazione del degrado, ma attaccando amministrazioni e chi opera oggi concretamente in tal senso e secondo quanto imposto dalle legge».
Il progetto relativo al futuro dei Rom dell’area Terminal - ha dichiarato nei giorni scorsi al “Tirreno” il sindaco Neri - dovrà essere concluso entro la metà di luglio. Una volta che l’insediamento non sarà più in zona, l’intera area sarà messa in sicurezza e resa inaccessibile. Per il momento, però, è indispensabile - oltre che umanamente doveroso, pena la violazione dei più semplici diritti umani - consentire a chi vive nella precarietà più assoluta di avere a disposizione servizi, acqua e docce per lavarsi. In attesa di poter rientrare in patria con la speranza di aver un futuro diverso rispetto a quello di abitare sotto un ponte, nella precarietà più assoluta. Ed alzi la mano chi può affermare che quello dei Rom all’area Terminal sia un bel vivere...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
