Sicurezza
Pucciniano, il Pd attacca: Veronesi che vuole fare?
Batistini, Corsetti e Palestini: direttore artistico a Bolgheri in piena stagione lirica Ma il centrodestra balla da solo e nomina il terzo presidente in quattro anni
TORRE DEL LAGO. «Ci chiediamo: sulla base di quale programma e obiettivi s'intende nominare il nuovo presidente del Festival pucciniano, verificandone il profilo professionale? Le voci segnalano un grande attivismo su questo fronte del Maestro Veronesi e di Costagliola a differenza di una presenza non proprio altrettanto attiva negli ultimi mesi». Scende in campo il Partito democratico, nella vicenda del Festival pucciniano arrivato con l’acqua alla gola all’edizione 2012 e prossimo al cambio della guardia che segna la fine della presidenza di Paolo Spadaccini.
«Dunque - scrivono il capogruppo Antonio Batistini, il consigliere di indirizzo e presidente del consiglio provinciale, Andrea Palestini e Alberto Corsetti, segretario del Pd versiliese- Spadaccini ha rotto gli indugi dimettendosi da presidente del Pucciniano, in un momento ancora delicatissimo per la sopravvivenza del Festival, lasciando poco tempo a Lunardini per sciogliere i nodi della nuova presidenza». Primo fra tutti quello di un bilancio di previsione per il 2012 che non è ancora stato approvato, visto che all’ultima seduta del Cda fissata per farlo è mancato il numero legale. «Il preventivo 2012 non è ancora accompagnato da una formale relazione artistica - si legge nella nota inviata dal Pd -. Veronesi risulta impegnato a dirigere a Bolgheri Melody il 26, 27 e 28 luglio in contemporanea con delicati appuntamenti del Pucciniano. Tra pochi giorni (il 6 giugno) andrà in scena a Casciana Terme lo spettacolo "Le donne di Puccini", di cui la Fondazione ha registrato il copyright, senza che, a quanto pare, fino a giovedì scorso fosse stata avanzata nessuna richiesta formale».
Se non bastasse, «la delibera sull'imposta di soggiorno non è stata ancora messa all'ordine del giorno del consiglio comunale. La data del 4 giugno ormai non è più praticabile. Sarebbe allora opportuno almeno anticipare quella del 13. E soprattutto, accanto agli equilibri di potere nella Fondazione, bisognerebbe occuparsi di definire, con l'apporto di tutte le forze disponibili, un progetto strategico basato sull'integrazione delle risorse territoriali legate a Puccini e su una migliore e più stabile collocazione del Festival nell'ambito delle sovvenzioni statali. Sono questi i principali svantaggi competitivi rispetto al Rossini Opera Festival».
Insomma: il centrodestra di Luca Lunardini e Giovanni Santini, pronto a chiedere il conforto dell’opposizione sul bilancio del Comune che solo un miracolo può salvare, quando si tratta di lirica preferisce “ballare” da solo. Totalizzando il record di tre presidenze in quattro anni, ed una situazione della Fondazione rotolata ai minimi storici.
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