Sicurezza
Passeggiata sotto assedio: furti, vandalismi e spacciatori
I ladri sono entrati anche al Gran Caffé Margherita che ora ha installato allarmi ovunque Polemiche sui lavori, Varia risponde: avevamo proposto al Comune pietre meno costose
VIAREGGIO. «Venite a vedere la Passeggiata di notte». È un invito gridato, quello di chi ha bar, pub, attività che restano aperte dopo le 21 nel salotto buono della città. Mezzanotte. In giro non c’è nessuno. Una birra, due chiacchiere. Facile tirare le due. Non è passato nessuno. Non c’è un’anima. La Passeggiata torna a “vivere”, però, appena le luci degli ultimi locali si spengono e le saracinesche si abbassano. «Sono entrati ovunque», racconta un barista: «Negli stabilimenti balneari come nei negozi». Furti e danneggiamenti. Ed il mercatino delle biciclette, sulla spiaggia lato Molo: all’alba si può riacquistare, o ritrovare se si è più fortunati, la bici che si è vista scomparire all’imbrunire.
Tra gli ultimi colpi, quello messo a segno al Gran Caffé Margherita: «Hanno sfondato la porta di ingresso - racconta il titolare, Riccardo Zucconi - e sono entrati da noi e alla libreria Mondadori». Il ladro (uno solo) è stato ripreso dalla telecamera interna: «Ma era tutto imbacuccato, dunque assolutamente non riconoscibile». S’è portato via «i fondo cassa e qualche bottiglie dal bar». Ora Zucconi ha installato anche il sistema di allarme.
Poco più in là, nel triangolo Molo-piazza Campioni-sala giochi, puoi comprare di che sballarti: «Coca, hashish, che vuoi?». La mano intasca, un occhio al viale a Mare da dove potrebbe arrivare una pattuglia, l’altro alle spalle, verso la spiaggia, dove viene tenuta la merce. Giovanissimo, arrivato dall’altro lato del Mediterraneo. Lui ed i suoi amici dopo mezzanotte sono i padroni assoluti della piazza.
Poco più in là i locali storici della Passeggiata provano a resistere: «Ho fatto un po’ di musica dal vivo - racconta un barista - e la prima sera, alle 23,30, sono arrivati i vigili. L’attività è consentita fino a mezzanotte e dal primo giugno fino all’una. Ma così non si può lavorare: i clienti scappano».
Gli fa eco un collega: «Con l’orchestrina ho smesso. Da quando la questione viene dibattuta nella aule del Tribunale per le cause in corso. Proverò con un po’ di acustica: una chitarra, una pianola, i clineti che vogliono cimentarsi si facciano avanti».
Zucconi ci va giù duro: «Anche se io non faccio musica al Margherita, credo che fino all’una di notte in Passeggiata d’estate dovrebbe essere concesso di tutto di più. Viareggio non è più né carne né pesce e tantomeno è capace di venire incontro ai giovani. In vista delle prossime elezioni è necessario che da subito si promuovano una serie di incontri, dal sindacato alle categorie, a tutti coloro che hanno delle idee per trovare una nuova vocazione a Viareggio».
Ammesso che, nel frattempo, esista ancora una città da governare. Visto che tutto intorno sembra prendere i pezzi. Con gli alberghi del viale a Mare che vendono camere a prezzi stracciati, la guerra del fritto a pochi euro, i ristoranti alle prese con la necessità di servire pasti che non superino i 15 euro.
I lavori. Con l’immancabile contorno dei lavori in corso. Che proseguiranno fino alla fine del mese. E che fanno discutere. La pietra scelta per la pavimentazione è funerea, già macchiata (ci parcheggiano sopra auto e motorini), ma anche visibilmente irregolare in più punti. A dire le cose come stanno ci pensa Stefano Varia, titolare dell’impresa che ha vinto l’appalto (in associazione di impresa con altre): «Avevamo proposto all’amministrazione comunale sei diversi tipi di prodotto, anche a costi più bassi della quarzite norvegese. Siamo stati costretti a prendere la pietra in Norvegia perché così ha voluto l’amministrazione comunale. Sobbarcandoci condizioni pesanti come il pagamento preteso allo scarico della merce e rigorosamente in corone e non in euro».
Alla domanda se sia vero, come si dice, che la fornitura sia terminata, Varia smentisce: «Abbiamo cinque cave che producono per la nostra fornitura. Se termina una, ci sono comunque le altre».
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