Il Tirreno

Versilia

Con i coreani torna un po’ la Piccola Atene

di Giuliano Rebechi

Curatori e organizzatori: «Grazie a questa mostra rinasce l’alleanza tra artisti e artigiani in città»

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PIETRASANTA. Sottotraccia, negli incontri occasionali in sant’Agostino o in piazza Duomo, se ne parla con sempre maggiore insistenza: la mostra degli oltre sessanta artisti coreani in corso a Pietrasanta (fino a domenica 3 giugno) ripropone con forza una formula, un binomio, un legame che si erano pericolosamente allentati nel tempo: quegli “scultori e artigiani in un centro storico” di antica memoria (correvano gli anni Settanta del secolo scorso) si erano un po’ persi, e quello spirito che animò le collettive di allora sembrava solo un lontano ricordo. La mostra dei coreani, al di là del valore in sé delle opere esposte, recupera invece punti di riferimento andati smarriti. Il legame, innanzi tutto, tra molti degli artisti che espongono ed i laboratori, le botteghe artigiane e le fonderie della zona; e quello con le istituzioni, non solo il Comune di Pietrasanta ma anche l’Accademia di Belle Arti di Carrara. L’uso di materiali tradizionali come il marmo, il granito e la pietra ed i metalli quali il bronzo e il ferro, penalizzati nel più recente passato e che ora tornano con forza a riproporsi. La formula e l’organizzazione dell’evento che hanno avuto costi contenuti (cosa non trascurabile con i bilanci pubblici in sofferenza) come li ebbero le prime “collettive” di quaranta anni fa.

«Pietrasanta è il luogo giusto dove si trovano le persone giuste per conservare e valorizzare il fecondo rapporto che deve esserci tra artisti e artigiani; un rapporto che va ben oltre questa città e che la proietta davvero nel mondo culturale e artistico a livello internazionale», dice lo scultore Park Eun Sun, curatore della mostra, orgoglioso di aver contribuito alla buona riuscita della manifestazione. Questo in sintesi il messaggio che viene da “Korea now-Pietrasanta 2012”, il cui significato e valore tocca ora ad amministratori e artigiani saper cogliere fino in fondo per riportare al centro della scena produttori e produzioni artistiche (ma non solo) della zona che maggiormente eccelle in questo campo.

«Siamo su questa strada e intendiamo percorrerla fino in fondo», assicura Adolfo Agolini, presidente dell’Associazione Artigianart. «Le mie non sono solo parole - precisa - Il tempo di smontare questa bella esposizione di artisti coreani e, a metà giugno, nel centro storico torneranno protagonisti artisti e artigiani in una collettiva, “Homo faber”, promossa dal Comune, coordinata dal Centro Arti Visive e alla quale collaboreremo per portare in piazza opere d’arte, manufatti di arredo e a lavori di architettura. Produzioni che escono dai nostri opifici, frutto della professionalità dei nostri artigiani e delle loro maestranze e, ovviamente, della capacità creativa degli artisti».

Sulla stessa lunghezza d’onda il dirigente del settore cultura del Comune, Dante Galli: «Punteremo sempre di più su manifestazioni che facciano conoscere nel mondo le grandi risorse umane e intellettuali tradizionalmente presenti nel nostro territorio. Se siamo sulla strada giusta? Penso proprio di sì. E questa collettiva di artisti della Corea del Sud ce lo conferma: c’è entusiasmo, un qualcosa in più che era venuto scemando. Dalla manifestazione “Scultori in valigia”, che negli ultimi due anni ha portato in giro per il mondo artisti che qui vivono e lavorano, è scaturita l’originale idea di ospitare annualmente a Pietrasanta una collettiva di artisti di un Paese straniero. L’anno scorso la Russia, quest’anno la Corea del Sud, l’anno prossimo il Brasile o forse il Cile. Una formula a basso costo e ad alto rendimento». Il sindaco Domenico Lombardi conferma: «Stiamo recuperando la felicissima intuizione delle ormai mitiche edizioni di “Scultori e artigiani in un centro storico”. Da lì partì la spinta, un’esperienza che ha portato Pietrasanta alla ribalta internazionale ed è a quella esperienza che vogliamo guardare, rinnovandola, qualificandola ancora di più».

«Certo che se ripenso a quegli anni Settanta e alle mostre di allora mi vengono i brividi tanto erano partecipate e sentite e grande l’eco che ebbero nel mondo», conclude Agolini, artigiano di lungo corso qual è. Ecco, forse si tratta di ripartire da lì, da un’emozione, per tentare davvero di portare più in alto Pietrasanta e i suoi figli, in una sfida culturale ardua quanto avvincente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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