Il Tirreno

Versilia

Alberghi, scoraggiato il lavoro a chiamata

di Isotta Boccassini

Col nuovo contratto provinciale queste assunzioni costeranno di più e avranno un limite definito

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VERSILIA. Privilegiare i rapporti di lavoro lunghi oltre tre mesi, ridurre il precariato penalizzando il lavoro a chiamata e limitare il part-time a pochissime ore. Sono questi alcuni dei punti messi in evidenza dal nuovo contratto provinciale del settore alberghi, che rinnova quello del lontano 1971. Grazie alla sinergia fra Federalberghi Lido di Camaiore, Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi, il Sindacato provinciale albergatori e Confcommercio, è stato possibile, nonostante la crisi generale che attraversa il settore, unirsi ad un tavolo unico per affrontare e risolvere problematiche che da tempo si facevano sempre più impellenti.

«Finalmente siamo riusciti a riaprire il dialogo dopo quarant’anni, ma è solo l’inizio – afferma Giovanni Sgrò, segretario Uiltucs UIL – d’ora in avanti dobbiamo unire le forze e confrontarci con le istituzioni. Questo è il secondo contratto che viene rivisto dopo quello dei pubblici esercizi rinnovato a fine 2011. Adesso l’idea è quella di rinfrescare anche il contratto dei bagnini, scaduto da qualche anno». Ma nello specifico cosa cambierà per i lavoratori del settore alberghiero? Sicuramente sarà limitato l’uso del contratto a chiamata solo per i casi in cui effettivamente ce ne sia bisogno, grazie a una banca ore: il pagamento avverrà con una maggiorazione di fatto di oltre il 30%. Questo avrà dei risvolti positivi dal punto di vista degli ammortizzatori sociali, soprattutto per chi chiede la disoccupazione: il lavoratore anziché percepire una maggiorazione per il lavoro straordinario, vedrà allungare il periodo di assicurazione. I sindacati hanno posto ed ottenuto dei risultati anche per le lavoratrici madri, abbassando la soglia di esigibilità del part-time post partum e ottenendo 3 mesi di aspettativa non retribuita in più, fino ad un anno del bambino. Per i lavoratori immigrati, invece, è stata condivisa la possibilità di cumulare permessi, per poter pianificare il rientro al paese d'origine e starci diverso tempo. Il risultato ottenuto, secondo Massimiliano Bindocci (Filcams Cgil) è soddisfacente: «L’obiettivo è quello di proporci alle istituzioni come un soggetto unico, che lavorerà anche nel senso di rilanciare il territorio. Stiamo provando a metterci d’accordo, anche se non è semplice». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente Albergatori di Viareggio Beatrice Taccola, al termine del suo mandato: «Questo è un evento storico, ma sinceramente mi auguro che non passino altrettanti anni per rimodulare gli strumenti aziendali e dei lavoratori. Da parte nostra ci sarà la massima collaborazione, anche se dobbiamo ammettere che le istituzioni e le amministrazioni, soprattutto a Viareggio, sono molto lontane dai problemi reali delle aziende». Soddisfazione dunque sia da parte degli albergatori che dei lavoratori del settore, anche se - e il presidente regionale Corchia è stato chiarissimo - il momento per il turismo è tragico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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