Gioco
Progetto di rimpatrio per 36 rom Apriranno un’azienda agricola
Ecco l’innovativo percorso pensato dai Berretti Bianchi e dal Comune di Seravezza per restituire dignità ai nomadi accampati da tempo nelle vicinanze dell’area Terminal
QUERCETA. È uno dei primi progetti del genere sul territorio nazionale e sicuramente uno dei più interessanti perché da un lato risolve situazioni di degrado e povertà sul territorio e dall’altro offre ai destinatari un’occasione di riscatto.
È quello che il Comune di Seravezza e l’associazione Beretti Bianchi hanno ideato per far rientrare in patria, in Romania, un gruppo di nomadi da tempo accampati - in condizioni disumane - nell’area Terminal di Querceta. Famiglie (anche se al momento nel campo non ci sono minori) che potranno ricevere un aiuto concreto per rientrare nellee loro case e avviare un’attività produttiva in grado di dare loro da vivere.
Il progetto ha già ottenuto un finanziamento da parte della Regione Toscana, 58 mila euro, a cui si aggiungono altri 7mila euro di risorse messe direttamente a disposizione dai Berretti Bianchi.
La vera novità del progetto di rimpatrio assistito è proprio quella di aiutare i nomadi coinvolti a ricostruire un percorso di vita, dalla casa, al lavoro, nel loro Paese d’origine, rendendo così il rientro più appetibile. Un percorso grazie al quale gli sgomberi, oggi sostanzialmente l’unico strumento - come dimostrato ampiamente inefficacie - per affrontare la questione dei campi rom, diventino finalmente un ricordo
Trentasei le persone coinvolte nel progetto, tutte provenienti dal sud della Romania, la quasi totalità dal piccolo Comune di Gruia che comprende i villaggi di Gruia, Izvoarele e Poiana Gruii nel distretto di Mehedinti (regione di Oltenia). In questa zona i nomadi che ora vivono accampati vicino alla stazione di Querceta hanno lasciato i propri familiari e le proprie casupole: strutture perlopiù piccole e realizzate con materiali di recupero.
Il progetto, che nzitutto prevede il rientro assistito delle 36 persone coinvolte, comprende anche l’utilizzo delle risors e pubbliche per migliorare le condizioni abitative dei nomadi che tornano in Romania.
Non meno importante, poi, l’avvio di una attività produttiva nella quale le perosne coinvolte nel progetto potranno trovare occupazione. L’idea sviluppata da Berretti Bianchi e Comune è quella di un’azienda agricola a Gruia «con l’obiettivo di rendere - si legge nel progetto - in tempi brevi, economicamente autonomi i soci lavoratori».
Sarà necessario, a questo scopo, l’acquisto di un terreno sui cui avviare l’attività (almeno 2mila metri quadrati), a cui seguirà la strutturazione della cooperativa, l’acquisto delle attrezzature, degli animali e delle sementi.
Fasi, queste, nelle quali i cittadini rientrati in Patria potranno contare sull’aiuto di un coordinatore: un volontario dell’associazione Berretti Bianchi che li seguirà per almeno un anno occupandosi delle questioni burocratiche e avviando anche rapporti commerciali sul territorio per rendere l’azienda operativa.
Il periodo di attuazione del progetto è compreso tra il giugno di quest’anno e il giugno del 2013. E comprensibilmente su questa sperimentazione c’è grande attenzione anche da parte della regione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google