Attenzione
Caso mobbing, dirigenti scagionati
L’ architetto Farina aveva denunciato discriminazioni nei suoi confronti. Il giudice: nessuna vessazione
PIETRASANTA. Mobbing a palazzo comunale? Una denuncia che fece particolarmente discutere e che sfociò addirittura in una ‘ vivace’ seduta consiliare a porte chiuse, quella a firma dell’architetto Barbara Farina, ex dipendente dell’ufficio urbanistica che nel segnalare atti illegittimi e vessatori nei suoi confronti tirò in ballo l’operato dei suoi stessi superiori, l’allora dirigente di settore, Dante Galli e ancora del funzionario Giuliano Guicciardi. Denuncia che però il giudice Luigi Nannipieri del Tribunale del lavoro di Lucca ha rigettato sentenziando, la scorsa settimana, di non avere riscontrato alcun atto illegittimo nel comportamento di Galli e Guicciardi. Sentenza che pone in salvo anche il Comune e che in sostanza sbarra la strada, quanto meno in questa prima sede di giudizio, all’azione risarcitoria avanzata dallo stesso architetto Farina «Vi sono elementi - scrive il giudice - che tendono ad escludere una volontà di estromissione di Farina dal contesto lavorativo. La ricorrente aveva svolto nel settore urbanistica, mansioni sin dal 2002. Con una conseguente assunzione a tempo indeterminato, nel 2007, su proposta dello stesso Galli, attraverso la procedura delle stabilizzazioni».
Ma poche settimane dopo, era l’aprile del 2007, il legale della dipendente scrive una lettera all’ex sindaco Massimo Mallegni, alla Procura della Repubblica e ai referenti dell’ufficio urbanistica denunciando il fatto che la sua assistita era stata chiamata « a firmare alcuni atti relativi alla formazione e definizione della variante di chiusura (il cosiddetto variantone, ndr)– L’architetto Farina non ha partecipato, verificato e quindi preso parte in ogni modo a tutte le fasi precedenti della variante. Sempre Farina si trova in una fase lavorativa in cui, essendo soggetta ad un periodo di prova, trova una certa difficoltà ad assumere posizioni di forza nei confronti dei suoi superiori».
In sostanza la dipendente, che di lì a poco si sarebbe dimessa dall’incarico, riteneva, e ritiene, che quella firma sul provvedimento spettava ad altri. Senza dimenticare che l’ufficio era, in quel periodo, sotto la lente della Procura e che la Finanza aveva appena acquisito un fascicolo sul provvedimento oggetto di discussione. Un ‘ no’ che però pesò, sempre stando alla dipendente, sul suo lavoro e i suoi rapporti in ufficio. Tesi, però, come detto, respinta dal Giudice . «L’Amministrazione comunale, su proposta di Galli, aveva assunto a tempo indeterminato l’architetto Farina. Un elemento di per sé che appare poco compatibile con una volontà vessatoria e di estromissione della lavoratrice.
Senza dimenticare che il rapporto di lavoro cessò poco dopo la stabilizzazione, per dimissioni della stessa Farina che, in una lettera contestuale alla comunicazioni di dimissioni, ringraziava il Sindaco e la Giunta per la fiducia dimostrata». Farina che, a detta del giudice aveva in realtà seguito la pratica del variantone – poi sottoscritta da altro tecnico e successivamente approvato. «Elementi, tutti questi – sottolinea il Giudice – che conducono a rigettare le domande della ricorrente». Ma la vicenda a quanto pare, non finisce qui: con ogni probabilità i legali di Barbara Farina faranno ricorso.
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