Il dolore
Bertola: «Non ho responsabilità nella sconfitta»
CAMAIORE. «Basta ccuse nei miei confronti, qui si cerca solo un capro espiatorio». E’un fiume in piena l’ex-sindaco Giampaolo Bertola in questi giorni chiamato in causa per ils uo comprtamento in...
CAMAIORE. «Basta ccuse nei miei confronti, qui si cerca solo un capro espiatorio». E’un fiume in piena l’ex-sindaco Giampaolo Bertola in questi giorni chiamato in causa per ils uo comprtamento in campagna elettorale sia da parte di Alberto Matteucci sia di Alessandro del Dotto. «Io credo che il problema - spiega Bertola - sia da attribuire a molteplici situazioni ed da ricercare nel modo di condurre la campagna elettorale a mio avviso ( più volte ribadito ai diretti interessati), che invece di avvicinare l'elettorato lo teneva in disparte: incontri con la partecipazione di poche persone, uno staff organizzatore che invece di far presente la forte resistenza che si avvertiva a far votare il candidato, sosteneva che tutto era "ok" tanto da sostenere la possibilita' di una vittoria al primo turno. Il non coinvolgimento totale di tutte le forze politiche della coalizione (compreso il sindaco uscente secondo i più considerato valore aggiunto), nel partecipare agli incontri fin dall'inizio e la mancata capacità di aver creato una vera e propria squadra. Questa negatività che si percepiva sul territorio, come ebbi a rimarcare in un articolo apparso durante la campagna, è stata minimizzata dagli addetti ai lavori e mai fatta presente al candidato».
Poi Bertola va avanti. «Voglio altresì precisare che io e la mia squadra quando nel 2002 sono sceso in campo non avevo a sostegno né un sindaco uscente né una squadra di amministratori con un bagaglio di esperienza maturata grazie all'opportunità offerta sul campo dopo la mie vittorie.Dopo l'insuccesso del primo turno, su richiesta espressa del candidato, si e' cercato di rimodulare in toto la macchina elettorale assieme ad esponenti del mio partito (fra i quali Pardini Pierfrancesco e Alberto Iacomini), battendo le frazioni ed il centro ininterrottamente casa-casa per nove giorni. Durante questi giri tutti noi ci siamo resi conto che qualcosa non aveva funzionato (come piu' volte detto).Mai abbiamo trovato (nelle centinaia e centinaia di persone incontrate) qualcuno che ci ha rimproverato di aver portato prima Del Dotto e poi Matteucci. Evidentemente i candidati consiglieri del primo turno, ad un "no" per il candidato sindaco, hanno lasciato gli elettori liberi di scegliere per non perdere il loro consenso».
«Quanto al sindaco Del Dotto - conclude Bertola - è giusto che pensi a lavorare per il bene della cittadinanza, come credo che io abbia fatto per 10 anni, senza peroò gettare benzina sul fuoco approfittando di un periodo di turbolenza all'interno del centro destra: è vero piu' volte ci siamo confrontati anche assieme ad altri amici e colleghi politici condividendo ad esempio il modello Renzi, non l'idea politica storica. Voglio altresiì ringraziare per la fiducia che mi viene mossa come responsabilità di aver remato contro il nostro candidato, ma se veramente fossi riuscito a spostare personalmente o con il mio partito a favore del candidato avversario (Del Dotto) circa tremila voti di differenza , probabilmente non avrei ottenuto 186 preferenze personali e mi avrebbero sopranominato "Mose'».
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