Il Tirreno

Versilia

LA TESTIMONIANZA

Un imprenditore versiliese sull’aereo fermato per un rogo

FIRENZE. «Ho avuto paura ma sto bene anche se il contraccolpo alla schiena per il salto, da più di due metri di altezza, l’ho sentito eccome». Lauro Berti, imprenditore pietrasantino del settore del...

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FIRENZE. «Ho avuto paura ma sto bene anche se il contraccolpo alla schiena per il salto, da più di due metri di altezza, l’ho sentito eccome». Lauro Berti, imprenditore pietrasantino del settore del marmo, 44 anni, sposato e con due figli, ieri mattina era a bordo del velivolo bloccato sulla pista di Peretola, proprio durante le operazioni per il decollo, a causa della segnalazione di un incendio a uno dei motori. Come gli altri 48 passeggeri era diretto in Romania per sbrigare alcuni affari per conto di alcune ditte del marmo versiliesi. «Dovevo chiudere alcuni contratti quest’oggi (ieri, ndr) - ha raccontato ieri mattina al telefono pochi minuti dopo l’evacuazione e il salto dal velivolo - viaggio spesso in aereo ma è la prima volta che mi succede. Sono rimasto stupito quando il personale di bordo ci ha invitato a saltare giù. Anche perché c’erano persone anziane e il salto non era certo facile, neppure per me». Ma a quanto pare non è stato possibile fare diversamente. «Ho sentito l’allarme - continua Berti - ma non mi sono accorto di incendi a bordo. Ho pensato a mia moglie, ai bambini e a mettermi in salvo». Insieme agli altri passeggeri Berti è stato accompagnato in aeroporto e visitato dal personale medico.

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