Il Tirreno

Versilia

Rom, bagni e docce per chi vive all’area Terminal

di Donatella Francesconi
Rom, bagni e docce per chi vive all’area Terminal

Progetto di rimpatrio concluso entro metà luglio La Regione mette a disposizione 58mila euro

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QUERCETA. Un mese e mezzo per mettere la parola fine alle condizioni di vita, che lo stesso sindaco, Ettore Neri, definisce «disumane», del gruppo Rom nell’area Terminal. Ieri la situazione è stata al centro dell’incontro in Prefettura, al quale oltre al sindaco hanno partecipato il comandante della polizia municipale, Mauro Goduto, ed il dirigente del commissariato di Forte, Enrico Parrini. In vista dell’estate, questa la prima preoccupazione, è stato necessario intervenire sulle condizioni igienico-sanitarie dell’insediamento che sabato mattina è stato visitato anche dal personale dell’Azienda sanitaria. Asl che, però, il Prefetto non ha ritenuto di convocare all’incontro di ieri.

L’indicazione dell’Asl di intervenire sulle condizioni igienico-sanitarie dell’area e di chi vi abita ha fatto sì che ieri siano arrivati tre box con i servizi igienici. Oggi, invece, dovrebbero essere installate anche le docce. L’area è stata anche oggetto di un lavoro di pulizia, iniziato ieri mattina, da parte di Ersu. E tutti i Rom hanno anche avuto la possibilità di lavare gli abiti.

Questo non significa - sottolinea il sindaco - che non vada avanti il progetto di rimpatrio assistito, finanziato dalla Regione Toscana per 58mila euro. Anzi: proprio di questo progetto si è discusso nella riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico convocato ieri pomeriggio. Entro la metà di luglio - spiega ancora Nieri al termine dell’incontro, lungo e serrato - quell’area dovrà essere sgomberata».

Al progetto di rimpatrio lavorano, insieme agli enti pubblici, i volontari dell’associazione “Berretti bianchi” che in questi giorni - prosegue il sindaco - «saranno in Romani aper i contatti necessari a portare a buona fine l’operazione». Secondo i dati forniti dall’associazione, «i tre quarti dei cittadini romeni che si trovano su quell’area si sono resi disponibili per il rimpatrio». Nel quadro del progetto pilota che Comune e Regione (all’incontro in Prefettura ha partecipato anche la Provincia) vanno a realizzare.

Nel campo non vivono minori, almeno al momento. Ma quello dell’area Terminal non è l’unico insediamento Rom nel comune di Seravezza: una parte delle persone, infatti, ha trovato riparo lungo il fiume. E questo gruppo, al momento almeno, non è coinvolto nel progetto. «Anche per questo - sottolinea il primo cittadino - ho posto con forza, all’incontro in Prefettura - l’esigenza che siano tutti i Comuni della Versila Nord a farsi carico della presenza di queste persone. Da soli non è possibile affrontare la presenza di simili insediamenti». Una richiesta che arriva dai cittadini di Seravezza. Che al sindaco hanno detto chiaro e tondo, in una lettera di questi giorni, che non si possono far vivere in queste condizioni degli esseri umani. Toni che fanno onore a chi li ha utilizzati.

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