Proteste
Provinciale, proteste dopo l’incidente
I residenti infuriati per la scarsa visibilità e i pericoli. Del Dotto scrive alla Provincia per chiedere di sistemare le piante
CAMAIORE. Il sangue del motociclista morto domenica è ancora sulla strada. E le polemiche sulla pericolosità degli incroci lungo la via Provinciale divampano. E intanto il sindaco Alessandro Del Dotto tempestivamente invia una lettera alla Provincia chiedendo di intervenire al più presto per “ripulire” alberi e cespugli in modo da garantire la visibilità, soprattutto in prossimità degli incroci.
«So che le risorse in questo momento sono limitate - spiega Del Dotto - ma quella strada è veramente troppo pericolosa in questo momento».
Del Dotto chiede anche di intervenire al più presto per sistemare il curvone in prossimità de “Lo Spietato”.
A far sentire la propria voce, subito dopo lo scontro che ha provocato la morte del motociclista di origine olandese Jan Geert Klaczynski e il ferimento di un altro giovane centauro residente a Capezzano Pianore, sono stati soprattutto i residenti della zona. «Qui si rischiano incidenti mortali ogni giorno - hanno detto le persone che vivono in prossimità dell’incrocio con la strada che porta alla Pieve - abbiamo chiesto molte volte di venire a potare le piante ma non si vede nessuno».
In realtà gli alberi sono stati potati. Ma l’intervento si è fermato a pochi metri dal punto dove è avvenuto l’incidente. «Per fare intervenire la Provincia - aggiunge uno dei residenti della zona con un bambino in braccio - abbiamo dovuto organizzare una petizione. Ma si sono bloccati là perché non c’erano più soldi. All’altezza dell’incrocio la visibilità è scarsissima, sembra di entrare in un tunnel».
Intanto è partita anche la guerra delle perizie per capire le dinamiche esatte dell’incidente.
Il giovane francese che guidava la Bmw contro la quale si è schiantata la moto ha ingaggiato l’avvocato Riccardo Carloni che ieri è andato con il perito di parte Andrea Del Cesta sul luogo dell’incidente.
«C’è stata una tragedia - afferma l’avvocato - ma entrare in strada in quel punto è un terno al lotto. Si può vedere chi arriva solo andando molto avanti col muso della macchina». Dietro la Bmw c’erano altri due mezzi che facevano parte della stessa comitiva (i ragazzi francesi erano soggiornavano a Peralla e si stavano recando aTorcigliano per pranzare).
«Tutti hanno detto - afferma Carloni - che l’auto si è fermata allo stop, ha fatto passare due moto e poi è ripartita. In quelle condizioni era difficilissimo capire che stavano sopraggiungendo altri motociclisti. Anche i residenti confermano che in quella zona è difficile vedere chi arriva a causa dell’alternanza di luce e ombra e per gli ingombri».
(g.d.)
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