Proteste
«Il ricorso è giusto ma la squalifica è stata eccessiva»
Parla il presidente del Pozzo, la contrada penalizzata nella valutazione del tema per colpa dei coriandoli in campo
QUERCETA. È ancora festa grande nella frazione di Ripa per la conquista, dopo 19 anni di lunga attesa, del gonfalone del Palio dei Micci ottenuto domenica grazie alla vittoria del fantino Francesco Ferrari e del "miccio" Centolire: la coppia, entrambi "cresciuti" nei colori rosso-verde della Lucertola, è riuscita a prevalere sullo storico fantino della Madonnina Angelo Oppito (vincitore di ben otto pali) classificatosi secondo con il miccio Santinu Rochitu e su Thomas Bresciani (Pozzo), terzo, che cavalcava il miccio Don Pippo.
Come sempre però, anche se è la gara il momento più adrenalinico della manifestazione, lo spettacolo vero e proprio risiede nella sfilata storica, nella quale le contrade fanno sfoggio delle loro coloratissime e raffinate vesti, e soprattutto nella rappresentazione dei temi. Mai come quest'anno le esibizioni sul prato hanno suscitato tanto apprezzamento da parte del pubblico: tutti gli otto gruppi infatti hanno presentato la storia da loro preparata nei mesi di duro lavoro in vista del Palio in maniera particolarmente spettacolare, creando effetti di grande impatto visivo come le sinuose onde del mare di Ponte e Pozzo, oppure gli straordinari intarsi colorati delle strutture portate in campo dalla Quercia. Ha infine inciso particolarmente sul giudizio la disposizione scenica dei figuranti, che in questa edizione erano davvero un gruppo incredibilmente numeroso. Accese sono state tuttavia, da parte dei contradaioli in campo ma anche dal pubblico in tribuna, le proteste per la squalifica subita dal Pozzo, ritenuta da tutti una delle migliori nella realizzazione del proprio tema, a seguito di un ricorso mosso dal presidente del Leon d'Oro Giuseppe Menchini.
La causa di tutto sarebbero stati i coriandoli che, a fine rappresentazione, sarebbero rimasti accidentalmente sul terreno del “Buon Riposo”. «Fondamentalmente il ricorso è giusto- commenta amareggiato il presidente del Pozzo Massimo Balderi- tuttavia bisogna essere chiari nell’interpretazione del regolamento: infatti quello dice che non va lasciato niente in campo per non danneggiare chi entra dopo a rappresentare il tema. Bisognerebbe quindi vedere se ciò vale anche per la contrada, come noi domenica, che entra per ultima. Sinceramente la squalifica mi è sembrata eccessiva, visto anche che ha vanificato un lavoro enorme e che è stato apprezzato dal pubblico: al massimo potevano darci una penalità».
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