Gioco
«Il Festival Gaber? Al teatro del Pucciniano»
La proposta lanciata dal consigliere della Fondazione Paolo Chiocchetti: «Non possiamo più permetterci anche una stagione alla Cittadella»
VIAREGGIO. «Il Festival Gaber? Spostiamolo al teatro all’aperto di Torre del Lago». La proposta (provocatoria?) arriva da Paolo Chiocchetti, consigliere di amministrazione della Fondazione Carnevale. Che, dopo aver sollevato più di una perplessità sui costi necessari per ospitare la manifestazione in ricordo del «signor G.» alla Cittadella («Io voglio che resti a Viareggio, ma le casse della Fondazione non possono permettersi alcuna uscita supplementare»), rilancia adesso pubblicamente proponendo come alternativa alla fabbrica dei carri il palcoscenico all’aperto del Festival Puccini.
Il ragionamento di Chiocchetti è tutto di natura economica. «Per ospitare il Festival Gaber alla Cittadella - spiega il consigliere di amministrazione - occorre montare un palcoscenico adatto nella piazza degli hangar. Ho letto che il palco verrebbe lasciato dagli organizzatori di alcuni spettacoli legati al Gay pride, ma è stato omesso di dire che questo avverrebbe in cambio di una concessione gratuita dell’arena della Cittadella a quegli stessi organizzatori. Il che equivale a rinunciare ad un intrioito. Detto questo, mi chiedo se non sarebbe più opportuno spostare il Festival Gaber in una location più adatta come quella del Pucciniano, che è un teatro che in quel periodo è regolarmente già montato e che è francamente più adatto ad ospitare spettacoli di qualità. Vorrei ricordare che la Cittadella del Carnevale nasce come cantiere dove si costruiscono i carri e non come palcoscenico per spettacoli. In buona sostanza, si risparmierebbero soldi e si garantirebbe agli organizzatori del Festival una collocazione di prestigio e sicuramente più confortevole per gli artisti e per il pubblico».
Quasi scontato, per Chiocchetti, il passaggio successivo. Ovvero che - almeno per questa estate - la Cittadella non dovrebbe ospitare alcun genere di spettacolo. «A mio modo di vedere si tratta di una scelta pressoché obbligata. Le finanze della Fondazione Carnevale non ci permettono di poter spendere un solo euro in più. Invece la stagione estiva della Cittadella, come purtroppo dimostrano i bilanci degli anni passati, è costantemente in rimessa. Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che non possiamo permetterci un doppio palcoscenico come Cittadella e Pucciniano. E, come amministratore pubblico, intendo portare avanti questa mia battaglia».
Una posizione, quella di Chiocchetti, che all’interno della Fondazione Carnevale al momento sembra minoritaria. Ma che è destinata a far discutere.
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