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Versilia

La gara “salvata” dall’iPad di un signore del pubblico

La gara “salvata” dall’iPad di un signore del pubblico

Solo grazie al video dello spettatore è stato possibile verificare la regolarità della partenza. Ma restano le critiche sul lavoro dei cronometristi

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QUERCETA. Peculiari della 57esima edizione del Palio dei Micci sono state le contestazioni, in particolare quelle inerenti alla partenza “dubbia”. Il metodo usato per stabilire l'inizio della gara infatti è molto complesso e spesso criticato: gli otto fantini, chiamati uno ad uno, devono entrare in sella ai loro micci in un’area delimitata e lì rimanere per almeno cinque secondi per fare in modo che la partenza sia valida. A causa del comportamento irrequieto tipico degli asini però spesso sono innumerevoli le false partenze. Secondo molti, compreso inizialmente anche il presidente della Pro Loco Franco Burroni (che infatti stava per decretare non valida anche la partenza poi ritenuta buona), anche il terzo tentativo di ieri era da annullare perché i due fantini di Lucertola e Ranocchio già si trovavano oltre la linea di partenza prima dei cinque secondi stabiliti. Per questo i presidenti Antonio Viti (Quercia), Riccardo Giannelli (Ponte) e Antonio Giorgi (Madonnina) si sono affrettati a fare ricorso, nonostante tutti, dal presidente della commissione palio Gianluca Ceragioli allo stesso Burroni, facessero loro notare che il timer era fermo a 5''16'''. Riuniti poi in consiglio per deliberare al riguardo, nessuno riusciva a dare una risposta sicura fino a che, grazie ad un video girato dall’iPad di un signore del pubblico, tutto è stato chiarito: la partenza era buona, anche perché il tempo trascorso dall'entrata dell'ultimo "miccio" chiamato all'appello (quello del Leon d'Oro) era di ben 8’’. A questo punto però, nonostante il ritiro della protesta, altre polemiche sono sorte, e ben più accese. Forte infatti è rimasto il dubbio su come sia possibile che il tempo trascorso nel video e quello riportato dai cronometristi (professionisti esterni al Palio assunti dalla Pro Loco per l'occasione) sia così diverso nonostante le tecnologie laser di cui dispongono questi ultimi. «Non è possibile- dichiara il presidente bianconero Antonio Viti- che ci sia tanta differenza. A questo punto veramente non si capisce più chi deve dare il via alla corsa, a cosa il fantino deve fare riferimento per sapere quando deve iniziare a gareggiare. Insomma: quando si deve partire? Non è possibile che si paghi della gente da fuori se poi si commettono errori di questo genere, bisogna migliorare questo aspetto assolutamente».

«La differenza fra gli otto secondi del video e i cinque segnalati dai tecnici è presto spiegata- commenta il presidente della Pro Loco Franco Burroni- il timer non è automatico, come alcuni erroneamente credono, né legato a fotocellule particolari. È manuale. Semplicemente chi aveva in mano il cronometro ha aspettato tre secondi, ma errare è umano insomma». Appare invece fermo e perentorio quando viene invitato a spiegare la presenza di Giuseppe Menchini nel campo al momento della premiazione nonostante la sua squalifica, cosa che ha fatto davvero sfiorare il linciaggio al presidente del Leon d'Oro da parte degli arrabbiatissimi contradaioli del Pozzo. «Non c'è nulla da aggiungere al regolamento: Menchini poteva rientrare solo alla fine della gara per ricevere i premi, e così ha fatto rispettando ciò che era stato stabilito».

Gabriele Buffoni

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