Attenzione
Multe ai bar, l’altolà dei commercianti
Pasquini (Confesercenti): «Va bene il rispetto delle norme, ma si abbia il senso della misura. L’irregolarità non era grave»
VIAREGGIO. Va bene il rispetto delle regole. Ma rendiamoci conto che quella violazione era davvero minima, e che non può essere motivo per stangare un’attività. A maggior ragione in un momento così complicato.
I commercianti sono perplessi per le multe inflitte dall’Asl a 15 locali tra bar e pizzerie. Colpevoli - secondo quanto affermato dagli ispettori del Dipartimento di prevenzione - di non aver aggiornato l’autorizzazione sanitaria dopo aver “sconfinato” nel campo della ristorazione vera e propria: ad esempio fornendo piatti espressi o facendo mangiare le persone sul posto.
Una violazione amministrativa che ha portato a multe fino a 2mila euro e alla sospensione dell’attività commerciale per questi esercizi.
«Ci vuole misura». Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti Versilia, non vuole prendersela con l’Asl. «Fanno il loro mestiere - dice - e se ritengono che qualcosa non va, è giusto che scatti la sanzione. Certo che una cosa è mettere in pericolo la salute delle persone, non conservando bene gli alimenti o fornendone di guasti; e un’altra è dimenticarsi di un foglio. Sinceramente, tra le due violazioni non vedo paragoni. Ripeto: le norme ci sono e vanno rispettate. Ma con senso della misura».
Troppa burocrazia. C’è un altro aspetto che - secondo i commercianti - emerge da questa vicenda: i tanti vincoli e lacci che l’esercente si ritrova a dover rispettare. Una galassia di prescrizioni che alla fine - sostengono - in qualche guaio ti mette per forza.
«Abbiamo una normativa tra le più sviluppate in Europa per l’igiene e la sicurezza pubblica degli alimenti - afferma Pasquini - l’obiettivo è la massima tutela del consumatore. E fin qui, tutto ok. Ma quando parliamo di burocrazia eccessiva, è proprio questo il punto. Pensiamo all’autocontrollo, cioè quella serie di prescrizioni che il commerciante stesso deve aggiornare: si tratta di indicazioni complesse e non sempre facilmente gestibili».
Controlli delle associazioni. Confesercenti e Confcommercio, peraltro, rivendicano la loro buona fede e la volontà di far rispettare le regole con i controlli appositi per gli esercenti.
«Il nostro si chiama “Ti mettiamo in sicurezza” ed è il progetto di Confesercenti per dare informazione, assistenza ed anche serenità alle imprese sui temi della sicurezza - dice Pasquini - Attraverso un check-up gratuito, i nostri consulenti per igiene e Sicurezza realizzano una prima supervisione dell’azienda e degli adempimenti che la stessa deve mettere in campo per essere in regola e forniscono una precisa indicazione di cosa fare. In questo modo le aziende, con un primo appuntamento sono in condizioni di conoscere la loro situazione e predisporre eventualmente un piano di interventi».
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