Il Tirreno

Versilia

Multe ai bar, l’altolà dei commercianti

di Matteo Tuccini
Multe ai bar, l’altolà dei commercianti

Pasquini (Confesercenti): «Va bene il rispetto delle norme, ma si abbia il senso della misura. L’irregolarità non era grave»

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VIAREGGIO. Va bene il rispetto delle regole. Ma rendiamoci conto che quella violazione era davvero minima, e che non può essere motivo per stangare un’attività. A maggior ragione in un momento così complicato.

I commercianti sono perplessi per le multe inflitte dall’Asl a 15 locali tra bar e pizzerie. Colpevoli - secondo quanto affermato dagli ispettori del Dipartimento di prevenzione - di non aver aggiornato l’autorizzazione sanitaria dopo aver “sconfinato” nel campo della ristorazione vera e propria: ad esempio fornendo piatti espressi o facendo mangiare le persone sul posto.

Una violazione amministrativa che ha portato a multe fino a 2mila euro e alla sospensione dell’attività commerciale per questi esercizi.

«Ci vuole misura». Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti Versilia, non vuole prendersela con l’Asl. «Fanno il loro mestiere - dice - e se ritengono che qualcosa non va, è giusto che scatti la sanzione. Certo che una cosa è mettere in pericolo la salute delle persone, non conservando bene gli alimenti o fornendone di guasti; e un’altra è dimenticarsi di un foglio. Sinceramente, tra le due violazioni non vedo paragoni. Ripeto: le norme ci sono e vanno rispettate. Ma con senso della misura».

Troppa burocrazia. C’è un altro aspetto che - secondo i commercianti - emerge da questa vicenda: i tanti vincoli e lacci che l’esercente si ritrova a dover rispettare. Una galassia di prescrizioni che alla fine - sostengono - in qualche guaio ti mette per forza.

«Abbiamo una normativa tra le più sviluppate in Europa per l’igiene e la sicurezza pubblica degli alimenti - afferma Pasquini - l’obiettivo è la massima tutela del consumatore. E fin qui, tutto ok. Ma quando parliamo di burocrazia eccessiva, è proprio questo il punto. Pensiamo all’autocontrollo, cioè quella serie di prescrizioni che il commerciante stesso deve aggiornare: si tratta di indicazioni complesse e non sempre facilmente gestibili».

Controlli delle associazioni. Confesercenti e Confcommercio, peraltro, rivendicano la loro buona fede e la volontà di far rispettare le regole con i controlli appositi per gli esercenti.

«Il nostro si chiama “Ti mettiamo in sicurezza” ed è il progetto di Confesercenti per dare informazione, assistenza ed anche serenità alle imprese sui temi della sicurezza - dice Pasquini - Attraverso un check-up gratuito, i nostri consulenti per igiene e Sicurezza realizzano una prima supervisione dell’azienda e degli adempimenti che la stessa deve mettere in campo per essere in regola e forniscono una precisa indicazione di cosa fare. In questo modo le aziende, con un primo appuntamento sono in condizioni di conoscere la loro situazione e predisporre eventualmente un piano di interventi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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