La protesta
Ersu, rischiano di saltare trenta nuove assunzioni
Giallo sul concorso per i precari: la società dei rifiuti infatti sta per sparire E i Comuni non possono permettersi un ulteriore aggravio di spese fisse
PIETRASANTA. «Cosa ne sarà dei 30 dipendenti che hanno superato regolare selezione pubblica?». A chiederlo le Rsa di Ersu a margine di una vicenda «che si trascina da tempo e su cui - scrivono Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - occorre fare chiarezza. La risposta a quanto pare devono darla i tecnici dei Comuni interessati, e si riferisce al rispetto del patto di stabilità da parte degli enti. Ci risulta che Ato Costa abbia intimato a tutte le aziende facente parte dello stesso a non procedere ad assunzioni ex novo o quanto meno prima dei 240 giorni di calendario fissando come data di partenza del nuovo gestore il mese di gennaio del prossimo anno».
«I posti erano 100». «Ricordiamo a tutti - precisano i sindacati - che 30 lavoratori hanno superato una selezione pubblica ed i posti a disposizione, inizialmente, erano 100 e a tempo indeterminato. Riteniamo che sia un segnale di civiltà assumere questi lavoratori che da 4, 5 anni sono operativi con impegno e abnegazione e meritano rispetto”.
Ersu non replica. La società, però, non replica sull’argomento. Anche perché fra un anno, forse un anno e mezzo, «Ersu sarà completamente assorbita da Ato. Una prospettiva che è motivo di amarezza e preoccupazione, ma a cui dobbiamo attenerci». Lo dice Alberto Ramacciotti, presidente della società chiamata alla gestione dei rifiuti per conto dei comuni di Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Massarosa. Che chiarisce il domani prossimo di un’azienda che dà lavoro a 220 persone e «che confrontando i ricavi 2011 con quelli del 2010, certifica un incremento di circa 850 mila euro. A conferma della bontà del lavoro svolto da questo Cda e degli ottimi margini di crescita di Ersu. Nonostante questo, saremo costretti a chiudere bottega e ad entrare a far parte di un organismo molto più grande : Ato, appunto. Quanto meno queste sono le indicazioni che sembrano arrivare dalle amministrazioni comunali anche se siamo tutti in attesa del ricorso presentato sempre da Ato - voluto per contrastare l’iniziale scelta dei Comuni di continuare per conto proprio la gestione e la raccolta rifiuti - che sarà discusso il prossimo 25 giugno. A mio personale avviso, sempre i Comuni, così facendo, lascerebbero il sicuro per prendere la strada dell’incerto: troppe infatti le variabili che ruotano intorno ad un unico soggetto che dovrà ragionare e muoversi su un ambito che coinvolgerà oltre 100 città. Detto questo, come da premessa, ci adegueremo alle scelte dei singoli sindaci, com’è doveroso che sia».
«Salvi gli altri lavoratori». Ramacciotti poi rassicura, sempre in chiave futura, il mantenimento del posto di lavoro per i dipendenti. «Saranno completamente assorbiti da Ato, mentre qualche dubbio permane sul ruolo dei cosiddetti amministrativi. Ad ogni modo la questione verrà affrontata al momento opportuno». Tornando ai dati di bilancio da evidenziare ancora la differenza fra valore e costo della produzione, pari a 554 mila euro, mai così elevata in passato e anche il risultato ante-imposte, di poco inferiore ai 200 mila euro per un sostanziale pareggio di bilancio – visto che la perdita, a causa delle imposte, si attesta sui 10 mila euro quando nel 2009 era addirittura di 1 milione e 200 mila euro. «Stiamo raggiungendo importanti risultati anche sul fronte della raccolta differenziata e del recupero del materiale riciclato».
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