Gioco
Buratti tenta la strada dell’Imu differenziata
FORTE DEI MARMI. La giunta Buratti alla prova dell’Imu. Dopo l’insediamento del consiglio comunale e il giuramento del sindaco per il secondo mandato, la nuova amministrazione ha già adottato i primi...
FORTE DEI MARMI. La giunta Buratti alla prova dell’Imu. Dopo l’insediamento del consiglio comunale e il giuramento del sindaco per il secondo mandato, la nuova amministrazione ha già adottato i primi provvedimenti in materia di bilancio. Intanto dando il via libera al conto consuntivo dell’ente. Ma quello che occorre fare, da qui alla fine di giugno, è mettere nero su bianco il bilancio di previsione 2012 che, tra le altre cose, dovrà definire le aliquote dell’imposta sugli immobili reintrodotta dal Governo Monti.
Gli impegni di Buratti sono quelli già anticipati in campagna elettorale. Da un lato la volontà di mantenere al minimo l’aliquota per la prima casa (il4 per mille). Dall’altro studiare la possibilità di un’aliquota differenziata per tutti gli altri immobili. L’esempio portato da Buratti in campagna elettorale era quello di prevedere oneri per i contribuenti differenti anche a seconda del valore delle attività soggette a tassazione: un negozio del centro, insomma, potrebbe avere un’aliquota Imu più alta rispetto a un negozio di Vittoria Apuana o caranna. Soluzione, questa, che gli uffici comunali stanno verificando dato che dovrà comunque tenere conto delle indicazioni normative che arrivano da Roma.
«Abbiamo cominciato a lavorare sul bilancio preventivo - spiega l’assessore al bilancio e vicesindaco Michele Molino - dopo l’approvazione, in occasione del primo consiglio comunale, del bilancio consuntivo. Ribadisco che è nostra intenzione mantenere al minimo l’aliquota sulla prima casa, sul resto vedremo come procedere».
La composizione del bilancio quest’anno è resa più complessa anche dai calcoli, effettuati dal governo centrale, rispetto all’intrito Imu previsto sulla carta che per Forte si traduce, in primo luogo, in un taglio dei trasferimenti statali pari a circa 3 milioni di euro. Quelli che appunto dovrebbero essere incassati dall’Imu. A cui si aggiungo altri due milioni di euro che automaticamente lo Stato tratterrà dalla tassazione locale sugli immobili.
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