Il Tirreno

Versilia

Bar che fanno i ristoranti l’Asl stanga quindici locali

di Matteo Tuccini
Bar che fanno i ristoranti l’Asl stanga quindici locali

Multe fino a 2mila euro per esercizi che hanno “sconfinato” senza autorizzazione Inflitta anche la sospensione dell’attività. Gli ispettori: «Fenomeno in aumento»

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VIAREGGIO. Il bar si è messo a fare i panini, oppure i piatti espressi. E si è “dimenticato” di comunicarlo. Già, perché - volenti o nolenti - non si può trasformare un pubblico esercizio in qualcos’altro dalla sera alla mattina: servono gli spazi e le misure igieniche necessarie. E soprattutto i permessi.

Così, quando arriva l’Asl per il controllo, ecco la fatidica domanda: «Ce l’avete l’autorizzazione aggiornata?». E se la risposta è no, qualunque sia la motivazione scatta la stangata.

Colti in fallo. Quindici locali, di diverso tipo - dai bar alle pizzerie a taglio - sono stati multati nelle ultime settimane dagli ispettori del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria. Le sanzioni arrivano fino a 2mila euro, e con esse scatta anche la sospensione dell’attività.

Una mano pesante che - spiega il dottor Luca Lazzerini del Dipartimento - «fa emergere un fenomeno in aumento. Noi, infatti, non ci aspettavamo che per una violazione amministrativa così particolare si registrassero tutti questi casi».

Che cos’è. Si chiama, in gergo tecnico, “Mancato aggiornamento dell’autorizzazione sanitaria”. In pratica, non è vietato per un pubblico esercizio allargarsi, assumendo cioè caratteristiche proprie di un’altra attività commerciale. A patto, ovviamente, che ci siano spazi adeguati e che la somministrazione di alimenti - che cambia se si tratta di panini o di piatti espressi - avvenga secondo le regole igienico-sanitarie in vigore.

Come ad esempio il bagno al pubblico, che non è obbligatorio per la pizzeria a taglio che non dà da mangiare al cliente sul posto. Ma lo diventa se, appunto, la pizzeria comincia a piazzare tavolini per far sedere la clientela.

In tutti questi casi, però, il titolare dell’esercizio non aveva aggiornato il profilo della sua attività commerciale. Che consiste nell’inviare la documentazione al Comune, per la precisione allo Sportello attività produttive. A quel punto, una volta verificato che ci sono i criteri per diventare qualcos’altro, l’autorizzazione viene concessa.

Le temperature. Altro fronte su cui l’Asl - che esamina tutti gli aspetti igienici quando va a fare un controllo - rileva problemi sono le temperature. Un brutto vizio di troppi locali, sia bar che ristoranti, è quello di tenere i frigoriferi non proprio al massimo regime. Il perché è presto detto: i consumi elettrici.

Si dà il caso, però, che quando arriva l’estate i gradi di differenza possono incidere sulla salubrità del prodotto. E l’Asl - afferma il dottor Lazzerini - «sta molto attenta a questo tipo di violazione. La campagna di controlli nei pubblici esercizi continuerà anche nei prossimi mesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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