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La cessione degli arenili? «Provocherebbe una rivolta»

VIAREGGIO. Le ipotesi per risolvere il rebus delle concessioni demaniali sono in sostanza tre. A ricordarlo è una lettera che tre europarlamentari hanno scritto ai ministri Piero Gnudi e Enzo Moaveri...

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VIAREGGIO. Le ipotesi per risolvere il rebus delle concessioni demaniali sono in sostanza tre. A ricordarlo è una lettera che tre europarlamentari hanno scritto ai ministri Piero Gnudi e Enzo Moaveri Milanesi, che per l’Esecutivo stanno seguendo il caso Bolkestein.

La prima è, appunto, la sdemanializzazione di cui parliamo a fianco. La seconda è un cavallo di battaglia di alcuni tecnici incaricati dai balneari, tra i quali il nuovo sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, e cioè il passaggio dal regime concessorio a quello autorizzatorio: in pratica il balneare si troverebbe a operare sotto l’autorizzazione dello Stato, come avviene per l’Enel nell’erogazione dell’energia elettrica.

Ìnfine, la terza ipotesi: il diritto di superficie pluriennale, idea cara all’ex ministro Giulio Tremonti e che si tramuta in una sorta di vendita delle spiagge. Ipotesi che gli stessi balneari, per quanto ingolositi, temono: l’anno scorso Tremonti la tirò fuori e scoppiò un putiferio, soprattutto sul fronte ambientalista. «Alla fine - dicono - provocherebbe una rivolta. Diventando controproducente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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