Sicurezza
Anche la Corte dei Conti controllerà le cifre impegnate
VIAREGGIO. Le macerie vere, materiali (come quelle nella foto) e morali che il disastro ferroviario di tre anni fa si è lasciato dietro. E quelle che ancora sembrano dover arrivare dalle verifiche...
VIAREGGIO. Le macerie vere, materiali (come quelle nella foto) e morali che il disastro ferroviario di tre anni fa si è lasciato dietro. E quelle che ancora sembrano dover arrivare dalle verifiche sui molti fondi destinati a ricostruire tutto quanto è andato distrutto, dalle case alle vite.
Ci si avvia così al terzo anniversario dal disastro ferroviario, mentre la Procura di Lucca lavora a confezionare gli atti di chiusura indagine, con l’udienza preliminare che slitta inevitabilmente a dopo l’estate. Questo il quadro complessivo in cui si inserisce l’insieme di verifiche messe in campo da vari Enti. A cominciare dalla Corte dei Conti, con l’attenzione - dovuta - rivolta ai 15 milioni di euro che il Governo ha stanziato per la ricostruzione della zona intorno a via Ponchielli spazzata via dal fuoco e dalle esplosioni. La cifra è stata gestita mediante le ordinanze del commissario delegato, individuato nel presidente della Regione. I cui uffici hanno lavorato in stretta collaborazione con quelli del Comune.
Ma la Corte dei Conti - nella relazione che prende in esame i difficili conti dell’amministrazione Lunardini - mette l’attenzione anche sui 2 milioni e 800mila euro che il Comune ha incassato, per i danni subiti, dalle amministrazioni Generali. Destinati al buco di bilancio, secondo la Corte avrebbero dovuto invece essere impiegati in opere legati alla ricostruzione.
Ci sono poi i 10 milioni di euro stanziati ancora dal Governo con la legge Viareggio: elargizioni a chi ha avuto vittime, ma anche ai feriti gravi e gravissimi. Per arrivare al processo - questo l’intento delle legge - senza dover accettare i risarcimenti delle assicurazioni uscendo così dal processo. Tra le carte che la guardia di finanza ha acquisito ieri in Comune anche quelle relative a queste elargizioni, la cui distribuzione è ancora in corso dopo il lavoro fatto dalla commissione Asl sui feriti gravi.
Queste cifre sono oggetto dell’indagine aperta dalla Procura di Lucca, insieme alle cifre messe insieme con la solidarietà di tanti nei mesi successivi alla tragedia.
A marzo dello scorso anno, dopo che il “Tirreno” aveva ricostruito - dalle carte del Comune - cifre e nomi dei destinatari, la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Daniela Rombi, dichiarò: «Non contestiamo i criteri adottati. Ma, casi alla mano, sottolineiamo come a quei criteri qualche volta si sia tenuto fede e qualche altra no».
Anche i due comitati legati a via Ponchielli), Avif e quello che porta il nome della strada colpita), all’epoca precisarono: «Abbiamo sempre richiesto chiarimenti sui criteri di devoluzione». (d.f.)
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