Sicurezza
Moretti non cede: su Viareggio parlerà il Tribunale
L’ad delle Ferrovie contestato dai parenti delle vittime al convegno sulla sicurezza: «Capisco il loro dolore»
VIAREGGIO. Sarà mai possibile ricomporre il rapporto tra Ferrovie, Viareggio ed i familiari delle trentadue vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009? «Ricomporrà il Tribunale... D'altra parte ormai è tutto definito...».
Così Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie risponde al "Tirreno" nella pausa pranzo del convegno che Ferrovie hanno organizzato a Roma ieri, dal titolo "Approccio integrato alla sicurezza: l'esperienza del Gruppo Fs".
Per ricomporre - continua Moretti - «bisogna essere in due ed ho provato molte volte a lanciare un messaggio che però non è stato raccolto».
«Un messaggio che non abbiamo mai ricevuto - risponde Daniela Rombi, presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei", nata per riunire i familiari delle vittime - né io personalmente e neppure altre persone colpite dalla tragedia. Dall'amministratore delegato di Ferrovie, in tre anni dalla strage, non abbiamo mai ricevuto né una telefonata né una e-mail».
Una delegazione arrivata da Viareggio, composta da familiari delle vittime e da esponenti dell'Assemblea 29 giugno, ha manifestato davanti alla stazione Termini dove si teneva il convegno.
Al quale non ha potuto partecipare, pure se invitato tra i relatori, il ministro dei trasporti Corrado Passera. Assente anche il Procuratore capo di Torino, Raffaele Gauriniello, un altro dei relatori annunciati.
«Non conosco i motivi dell'assenza - ha commentato Daniela Rombi - ma questo è un fatto che ci ha riempito di gioia. Al convegno sulla sicurezza organizzato da Fs partecipavano, al tavolo della presidenza, ben tre indagati per la strage di Viareggio ed i loro consulenti. Un fatto per noi inaccettabile».
Mauro Moretti, nel prendere la parola in apertura di lavori e venuto a conoscena del presidio ha dichiarato: «Capisco la loro sofferenza».
Poi, entrando nel merito dell'oggetto del confronto, ha continuato: «In tema di sicurezza non ci si può fermare: ecco perché andiamo avanti con gli investimenti. Nei prossimi anni spenderemo oltre due miliardi di euro, di cui 600 subito».
Cifre che si sommano agli investimenti degli anni passati: 7 miliardi di euro in un decennio destinati a "tecnologie per la sicurezza".
Ma nel decidere obiettivi e relativi investimenti, anche su un tema come quello della sicurezza sui binari - ha sottolineato Moretti nelle conclusioni - «dobbiamo risolvere la questione del rischio accettabile. E' inutile spendere 10 miliardi su una cosa che non accadrà mai, così come è inutile che mi si venga a dire di fare le gallerie come non so cosa quando lì non abbiamo mai avuto problemi...E' necessario utilizzare quelle poche risorse finanziarie che ci sono - ha concluso l'amministratore delegato di Ferrovie - nel modo più oculato che ci sia».
Significativo, anche alla luce dei deragliamenti dell'ultimo mese (Roma Termini e Lecco) il dato fornito da Alberto Chiovelli, direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria: il 32% degli incidentti totali tra treni e binari è attribuibile a carenze dei processi manutentivi.
Un settore dove c'è ancora strada da macinare. Ma Chiovelli si è soffermato anche su un aspetto dei poteri di Ansf che deve incrementato, come l'Agenzia chiede da tempo: quello del potere sanzionatorio nei confronti del mondo ferroviario tutto, così da poter intervenire con la massima efficacia sul rispetto delle normative. In questo senso é già pronto il decreto legislativo che attende di essere approvato.
«Ho chiarito - ha ricordato Chiovelli - che l'Agenzia non terrà per sé i fondi derivanti dalle sanzioni».
Affinchè non vi siano "ombre" sul ruolo di soggetto terzo rispetto alle imprese che Ansf ha e deve onorare. A garanzia di tutti.
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