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Il giudice gli dà torto e lui lo minaccia

Il giudice gli dà torto e lui lo minaccia

In manette un 49enne viareggino: voleva farsi annullare una contravvenzione per divieto di sosta

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VIAREGGIO. Si era presentato di fronte al giudice di pace per farsi annullare una contravvenzione per divieto di sosta. Quando però ha capito che il magistrato gli avrebbe dato torto, lo ha assalito offendendolo e minacciandolo. Tanto che per riportarlo (faticosamente) alla calma sono dovuti intervenire i vigili urbani. Adesso Carmine Pannullo, quarantanove anni, originario della provincia di Caserta ma da tempo residente in centro a Viareggio, è in stato di fermo con l’accusa di violenza e minacce a magistrato in udienza e sarà processato questa mattina per direttissima nello stesso tribunale in cui è successo il fatto.

Il movimentato episodio è avvenuto nella mattinata di ieri in una delle aule del giudice di pace al piano terra del Tribunale. Carmine Pannullo aveva contestato una contravvenzione per divieto di sosta rimediata alcuni mesi fa e per questo si era rivolto al giudice. E ieri si era presentato di fronte al giudice Massimo Mereu per l’udienza. Di fronte a lui, a rappresentare la polizia municipale di Viareggio, il maggiore Italo Rosati. Quando, nel corso dell’udienza, il Pannullo ha cominciato a capire che il giudice gli avrebbe dato torto, si è alzato ed ha cominciato ad aggredire - per fortuna solo verbalmente - il giudice di pace insultandolo e minacciandolo.

Il maggiore Rosati è subito intervenuto per riportare l’uomo alla calma, ma in verità senza troppa fortuna. Allarmati dalle inusuali grida che arrivavano dall’aula, sono così intervenuti anche un carabiniere in servizio nell’aula delle udienze penali e l’agente della polizia municipale Pier Paolo Dati, entrambi in divisa. Non senza difficoltà, Carmine Pannullo è stato finalmente riportato alla calma. E, a quel punto, accompagnato al comando dei vigili urbani dove nei suoi confronti è scattato l’arresto.

Questa mattina l’uomo tornerà così a varcare nuovamente l’ingresso del Tribunale per il processo per direttissima che lo riguarda. Ma questa volta in manette e in qualità di imputato.

Claudio Vecoli

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