Sicurezza
Pdl, il suicidio politico perfetto
Solo un anno fa nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria di Del Dotto. Poi il ruolo di Giampaolo Bertola e gli errori di Matteucci hanno cambiato tutto
«Troppo giovane», sussurrò al teatro dell’Olivo Stefano Baccelli. Il presidente della Provincia era appena uscito dalla presentazione ufficiale del candidato del centrosinistra.
Un candidato unitario, eletto senza grandi discussioni dal solitamente rissoso coacervo della sinistra. Perché tutti pensavano che Alessandro Del Dotto fosse l’agnello sacrificale di una elezione che già un anno fa, quando il Pdl presentò Matteucci, sembrava scontata.
Insomma pochi, e fra quelli noi non c’eravamo, credevano che Del Dotto potesse farcela. Uno spiraglio, ma sembrava solo uno spiraglio, si era aperto quando era chiaro che Bertola aveva iniziato una campagna anti-Matteucci.
A quel punto si immaginava per il centrodestra una fatica supplementare con il ballottaggio. Ma insomma alla fine Alberto Matteucci avrebbe trionfato con il centrodestra per governare Camaiore un altro decennio.
E’ andato tutto a rovescio.
Quattro, se vogliamo semplificare, i motivi della sconfitta. Uno è nelle stelle: in Versilia dopo due mandati chi governava è andato all’opposizione. Da Viareggio a Forte, da Massarosa a Pietrasanta è comunque andata così.
C’è poi il fattore nazionale. Il Pdl non sta molto bene e lo si è visto ovunque.
Entriamo poi nel corpore vili del voto di Camaiore.
A destra c’è stato un “apprenti sourcier”, un apprendista stregone: Giampaolo Bertola. Non pensiate che volesse far vincere Del Dotto, non aveva alcun interesse. Bertola voleva un’altra cosa: portare Matteucci in vantaggio ma indebolito al ballottaggio, per passare poi da salvatore della Patria. Insomma voleva una giunta Matteucci dove il dominus fosse ancora lui.
Bertola ha sbagliato i calcoli. Perché ha indebolito troppo Matteucci, arrivato al ballottaggio ormai (politicamente) morto. E poi ricordiamo i precedenti. Cima non piaceva come vetriloquo di Ceragioli. E anche a Viareggio andò così: Manfredi veniva visto come la testa di turco di Marcucci. E quindi anche un Matteucci tirapiedi di Bertola non piaceva.
Detto di Bertola parliamo di Matteucci. L’antipolitica imperante lo ha colpito al cuore, vedendo in lui – il re degli incarichi retribuiti – il classico esempio di “poltronato”.
In più ci ha messo un non facile approccio con la gente e altre mosse sbagliate. A partire da quella foto con camicia dal bavero rialzato tipo play-boy anni Cinquanta (nelle ultime foto col giubbotto sembrava un idraulico di Prontocasa) per proseguire con quella patetica farsa del confronto da solo (e non si capisce la presenza di Massimo Mazzolini, come se quel duello mancato fosse stata una cosa seria).
Ma col senno di poi, siamo onesti, è tutto facile e tutto spiegabile. Come ricordare che Del Dotto è stato vicinissimo ai balneari nella guerra contro le aste. Ed è stato ricambiato con un voto in massa a Lido. Come sottolineare che Del Dotto non ha rischiato un solo voto al ballottaggio alleandosi anche con l’ultima delle liste.
Ma del futuro di Del Dotto ne riparleremo. C’è invece da sottolineare che con Camaiore tutta la Versilia è in mano al centrosinistra. Se ci si aggiunge Lucca si possono fare due considerazioni: che Viareggio è ormai isolata e il centrodestra sta correndo verso una sconfitta nel 2013 del livello di Favilla. E che in questa debacle del Pdl non si capisce come Giovanni Santini possa ancora contare qualcosa in questo partito dopo questa Waterloo elettorale. Le prospettive sono pessime. Viareggio sarà la culla delle cento liste civiche. E anche a Pietrasanta si ipotizza il ritorno di Mallegni ma lontano mille miglia dal Pdl. Anche per lui si immagina una bella lista civica.
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