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La nuova stagione viaggia in bici

La nuova stagione viaggia in bici

Del Dotto arriva pedalando accolto da “Bella ciao”. «Ora giunta e bilancio: c’è tanto da fare»

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CAMAIORE. La nuova stagione arriva in bicicletta pedalando lungo la via di Mezzo. Altro che auto blu o effetti speciali. Il nuovo sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto (che in caso di vittoria aveva promesso un’entrata “spettacolare”) arriva a festeggiare in sella a una bici presa a prestito dal nonno. «E mi hanno anche rubato il campanello - scherza con chi gli va incontro per festeggiarlo - speriamo che qualcuno non mi incolpi anche di questo».

La festa per Del Dotto e i suoi sostenitori era iniziata pochi minuti prima nella casa del candidato nella zona di Carignoni. Poco prima delle 16 uno dei telefoni, roventi sin dalla chiusura dei seggi, squilla per l’ennesima volta. Non c’è neanche il tempo di digerire i cappelletti e le mezze maniche con lo speck cucinati dalla mamma. Arriva il risultato di un’altra sezione importante.

A quel punto 37 sezioni su 43 regalano uno schiacciante 57% al neo-sindaco (alla fine sarà quasi un plebiscito con il 59,40 dei voti e 9005 preferenze: un risultato che permette di surclassare anche il primo Bertola).

Lo schermo della scaramanzia ormai non serve più a nulla e si comincia a festeggiare sul serio.

Del Dotto smette i panni da contradaiolo (fino a pochi minuti prima aveva addosso la divisa dei Tre Borghi, rione di cui è presidente) e si veste “da sindaco” con pantaloni e camicia. Niente giacca, intralcerebbe il lavoro chi si è dato il compito di mettere da parte il “vecchio” della politica. L’avventura al governo del sindaco più giovane della storia di Camaiore può cominciare.

L’arrivo in via di Mezzo è trionfale. Gruppi di giovani si fanno incontro al neo-sindaco. Sventolano le bandiere di Rifondazione, di Sel, del Pd, dei Socialisti (ricomparsi a Camaiore dopo venti anni). Ci sono anche le bandiere arancioni - il colore del cambiamento secondo gli strateghi che hanno portato questo giovane avvocato a incassare un risultato che appena un anno fa sembrava impossibile - e le bandiere variopinte della pace.

I ragazzi - anche quelli più cresciuti - indossano le magliette con lo slogan “Mi sono rotto, voto Del Dotto”.

I cronisti assaltano il nuovo sindaco che fa capire che il lavoro sarà molto. La situazione economica è quella che è, e il caos dei rifuti rende necessario che questa transizione avvenga nei tempi più brevi possibili.

«Farò il prima possibile il primo consiglio comunale - spiega mentre saltano i primi tappi delle bottiglie di spumante - la Giunta sarà decisa in una settimana, massimo 10 giorni. Sarà importantissimo approvare il bilancio preventivo in un breve raggio di tempo». Qualcuno nei corridoi del Comune dice che i giochi sono già fatti. Ma Del Dotto non si sbilancia. «Dobbiamo ancora riunirci e discuterne», svicola tuffandosi in nuovi abbracci.

Il primo incontro di peso è con il sindaco uscente Giampaolo Bertola che gli si fa incontro di fronte alla sede dell’Udc. Le polemiche del dopo-voto nel Pdl danno la colpa della debacle al “doppio gioco” fatto da Bertola che non si è fatto mancare cene e incontri con Del Dotto nei mesi precedenti il voto.

Ora comunque Bertola dà semplicemente la mano al suo successore e gli augura buon lavoro.

Augurio che viene replicato dal rivale Alberto Matteucci pochi metri dopo. L’abbraccio tra i due dopo una campagna lunga e cattiva è un esempio che andrebbe mostrato anche a qualche esponente politico nazionale che non sa cosa sia il fair-play.

Ma questo è un altro discorso. Ora davanti al bar Cecilia parte un nuovo tappo di spumante e l’atmosfera si surriscalda, in positivo, con l’arrivo di tutti i supporter che sin dal primo pomeriggio avevano affollato la sede elettorale di Del Dotto.

Qualcuno si preoccupa per la salute del candidato. «Non ce lo consumate, è già così dimagrito», scherza una ragazza. «Ho fatto anche venire fuori il sole - sorride ancora Del Dotto quando lo lasciano respirare - la nuova stagione è proprio cominciata»

Il resto è una marcia trionfale verso la piazza del Municipio accompagnata dalle note di Bella Ciao. «E’la nuova liberazione di Camaiore», scherzano alcuni fedelissimi di Del Dotto.

Nel frattempo, mentre viene issato in spalla, Del Dotto rassicura i dirigenti del comune (nei giorni scorsi si era parlato di possibili rivoluzioni in caso di sua vittoria). «Non sono un epuratore - sottolinea Del Dotto - e chi ha lavorato bene potrà stare tranquillo. D’ora in avanti a Camaiore conta solo il merito e non i clientelismi».

L’onda dei sostenitori deposita il vincitore sul palco di fronte al municipio. Il primo a parlare è Marcello Pierucci, stratega principale della campagna. Il suo discorso si interrompe tra lacrime di gioia e malinconia quando ricorda gli inizia della campagna, e soprattutto Doriana Francesconi, la sindacalista recentemente scomparsa, che è stata uno dei primo sponsor di Del Dotto. Poi tocca a Del Dotto (subito interrotto da Simone Leo che chiede scherzando, «Alla fine dove la costruirai la moschea?»). Il candidato riprende la parola.«Non ci aspettavamo questi 20 punti di distacco - dice Del Dotto - e questo risultato ci fa capire che Camaiore ci ha detto tante cose: che apprezza la lealtà, la correttezza e la trasparenza. E che vuole il cambiamento e persone che si impegnano. Io sono il volto di tantissimi altri volti che sono andati casa per casa a farci conoscere. Tante di loro non sapevano nemmeno cosa fossero i partiti. La chiave del successo della nostra campagna è tutta nel loro lavoro». Poi il discorso si conclude. «Tutti - afferma il nuovo sindaco - anche quelli che hanno perso devono lavorare acostruire la nuova stagione».

In effetti, comunque la si voglia pensare, la coalizione di Del Dotto ha portato in consiglio comunale 12 persone su 15 che non hanno mai avuto alcun ruolo in politica. Poca esperienza? «Non credo - spiega Sara Pescaglini, la consigliera più giovane - a 30 anni all’estero si amministrano società. E’qui in Italia che non si dà spazio ai giovani».

Gabriele Dini

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