La manifestazione
Arriva la notte dei lunghi coltelli
Matteucci pronto alla resa dei conti. Bertola è in cima alla lista dei presunti «traditori»
CAMAIORE. I seggi si sono chiusi da poco. Non sono ancora le 16. Ma c’è poco da spettare. «La rimonta non c’è stata, s’è visto subito», commentano i sostenitori di Alberto Matteucci appena fuori dal comitato elettorale.
È andata male nelle sezioni del centro, le prime ad arrivare, a Lido non c’è stato il sorpasso sperato e neppure a Capezzano. Matteucci perde e Del Dotto diventa sindaco con quasi il 60% dei voti. Fine della corsa.
Alessandro Santini - l’ex vicesindaco “epurato” da Giampaolo Bertola e candidato con Matteucci - ha le lacrime agli occhi. Piange Claudia Bonuccelli, assessore uscente.
Anche Alberto Matteucci è visibilmente deluso. Ma non sorpreso. Che le cose non sarebbero andate bene lo aveva capito quindici giorni fa, anche se ovviamente ha lavorato per salvare il salvabile.
Quindi ieri l’esito del ballottaggio, per lui, non è stato il momento del “piangersi addosso” ma di tirare fuori quello che in queste ultime settimane è stato taciuto: la frattura insanabile tra il Pdl e Giampaolo Bertola e quindi tra Bertola e Matteucci.
Quel Bertola «che andava a chiedere i voti per Del Dotto - tuonano i sostenitori di Matteucci - che c’ha brindato insieme, che per la strada lo indicava come suo successore». L’amaro calice, sorseggiato controvoglia fino a qualche ora prima per amor di coalizione, eccolo ora risputato in piazza. Perché i 2mila 800 voti di differenza tra Matteucci e DelDotto sono difficili da mandare giù.
«Abbiamo perso - afferma il candidato del centrodestra - me lo aspettavo, anche se con numeri meno pesanti di questi. E la colpa è anche di quanti hanno tenuto sul territorio l’atteggiamento di chi di giorno tesse la tela e di notte la distrugge. Paghiamo i cambi di casacca, i comportamenti e gli episodi, raccontati anche dalla stampa, spiacevoli che dimostrano che una parte della coalizione è stata poco trasparente. Di tutto questo abbiamo già informato i vertici provinciali, regionali e nazionali dei partiti della coalizione. Per qualcuno si apre adesso la stagione dei chiarimenti».
Matteucci non fa nomi. Ma le sue parole sono chiaramente indirizzate a Bertola anche se ai giornalisti e ai suoi sostenitori precisa: «i responsabili di quanto accaduto sono più di uno», a dimostrazione che nella lista nera potrebbero esserci anche l’ex presidente del consiglio comunale Pierfrancesco Pardini - indicato come il candidato alternativo a Matteucci nel tentativo di “golpe” andato in scena quasi in contemporanea con l’addio di Bertola al Pdl e il suo ingresso nell’Udc - l’ex consigliere Pdl (ora Udc) Andrea Da Prato e l’ex presidente di circoscrizione Giovanni Bonuccelli.
«Siamo arrivati al primo turno con meno 8 punti percentuali - continua Matteucci - era evidente che in queste condizioni saremmo stati svantaggiati negli apparentamenti e nelle intese, come poi è successo. Ci siamo presentati soli contro tutti e a quel punto abbiamo tentato di puntare sull’unità della coalizione». Ma, evidentemente, era già troppo tardi per rimediare ai danni. «Scontiamo anche un andamento nazionale non positivo» suggerisce Matteucci al termine del suo j’acuse. Ma l’argomento sembra scaldarlo poco. E qui vien fuori l’altro tema: quello della personalità del candidato al quale Bertola per primo attribuisce la “colpa” della debacle. Il Matteucci sconfitto è tutt’altro che quel freddo burocrate lontano dalla gente dipinto nelle ultime settimane. L’unica freddezza è quella della lama con la quale ritaglia la veste del traditore addosso a chi, due anni fa, lo propose come proprio successore. I suoi, gli elettori del Pdl, la pensano come lui. E anche se alla fine, ieri pomeriggio, tra Pdl e Udc - con Pardini che si presenta nella sede del comitato elettorale di Matteucci- finisce a pacche sulle spalle, all’orizzonte si vedono solo nuvoloni carichi di pioggia per la coalizione.
«Del Dotto da oggi è sindaco di tutti - conclude Matteucci - ci aspettano cinque anni di opposizione. Siamo un gruppo serio e ci comporteremo così come abbiamo fatto quando eravamo maggioranza: prenderemo le decisioni nell’interesse dei cittadini».
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