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Versilia

Percolato, scarico autorizzato solo oggi

Percolato, scarico autorizzato solo oggi

Il via libera a smaltire in fognatura quello delle Carbonaie è arrivato il 3 maggio scorso

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VIAREGGIO. Forse il verbale della conferenza dei servizi del 2007 era valido anche come autorizzazione (versione di Gaia), e sicuramente una qualche intesa con Gaia c’era (versione del Comune) per scaricare nella fognatura, e da lì nel depuratore, il percolato della discarica delle Carbonaie. Questione sollevata dal comitato cittadino “Salviamo Viareggio” per primo e ripresa con forza dal “Tirreno” e dai consiglieri comunali del Pd, Leonardo Betti e Chiara Romanini. Accusati, anche a sinistra, di voler fare solo «cagnara, confusione...». Invece, chi ha posto la questione della autorizzazione ha visto giusto. Perché quella “carta”, necessaria, non c’era a febbraio quando la questione è scoppiata e quando nella discarica, secondo lotto oggetto della bonifica, il percolato scorreva liberamente verso il lago.

A darne conferma è la relazione che Arpat ha inviato il 16 maggio a Comune, Provincia, Capitaneria di porto (l’ente che più di tutti ha voluto vederci chiaro nelle denunce sugli scarichi in zona lago fatte dai cittadini), Consorzio di bonifica, parco e comitato “Salviamo Viareggio”. «Per quanto riguarda il secondo lotto, il cui progetto esecutivo è stato approvato - si legge nella relazione di Arpat - in Conferenza dei servizi del primo agosto 2007, si fa presente che l’Autorità idrica Toscana, Conferenza territoriale 1 Toscana Nord, ha autorizzato il Comune di Viareggio, ai sensi del decreto legislativo 152/06 e della legge regionale 20/06, ad immettere in fognatura nera i liquami provenienti dall’attività di bonifica della ex discarica per un quantitativo massimo di 20mila metri cubi l’anno». L’atto autorizzativo è datato 3 maggio 2012. Dopo che la questione era stata posta per lungo e per largo, senza che si riuscisse ad avere risposte certe dagli enti competenti.

Ma la relazione di Arpat contiene un’affermazione inquietante: nel dare l’autorizzazione allo scarico, infatti, se da una parte l’impianto di depurazione di via degli Aceri è stato «ritenuto idoneo al trattamento del percolato», dall’altra è stato necessario concedere «in accordo con i rappresentanti degli Enti, alcune deroghe sui parametri previsti dalla normativa» e prescrivere «un autocontrollo sui parametri, con cadenza quindicinale, fino al termine dei lavori di fase 1 e 2 e bimensile nel periodo successivo».

Insomma, per autorizzare lo scarico è stato necessario un accordo ad “allargare” le maglie della normativa. Perché? E relativamente a quali valori? Agli enti pubblici (Comune e Provincia) il compito di fare la massima chiarezza su questo passaggio. (d.f.)

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