Gioco
Ristoratore rapinato sotto casa da due uomini armati di pistola
I banditi hanno atteso Guido Lombardi (“da Giorgio”) davanti alla sua casa al Campo d’Aviazione e gli hanno portato via i 450 euro di incasso della serata, un tablet e un Rolex falso che aveva al polso
VIAREGGIO. In due, casco e passamontagna in testa, venerdì sera lo hanno aspettato sotto casa. Poi, quando lo hanno visto arrivare in auto, gli hanno puntato una pistola al collo e gli hanno portato via il portafoglio, il tablet e il Rolex (falso) che portava al polso. Poi sono scappati a tutta velocità in sella allo scooter sul quale erano arrivati. Vittima della rapina Guido Lombardi, titolare del ristorante da Giorgio, uno dei locali viareggini più amati dagli amanti della cucina di pesce.
Un colpo studiato a tavolino, quello ai danni del celebre ristoratore. I rapinatori, infatti, dovevano averne studiato le abitudini. Sapevano dove abita, conoscevano l'auto con la quale si muove, avevano ricostruito più o meno a che ora rincasa di notte dopo il lavoro. L'unica cosa che forse ignoravano però è che – con l'avvento di carte di credito e bancomat – gli incassi in contanti sono diventati sempre più rari. E infatti la rapina ha fruttato appena 450 euro in contanti, sicuramente molto meno di quanto speravano.
I banditi – due uomini italiani con accento del sud Italia, entrambi sui trent'anni – sono entrati in azione venerdì notte intorno all'1,30. Dopo averne studiato le abitudini, si sono piazzati non lontano dall'abitazione di Guido Lombardi, in una stradina secondaria e poco frequentata al quartiere Campo d'Aviazione. Uno con il casco integrale in testa, l'altro con un casco aperto ma con sotto un passamontagna, si sono piazzati in un angolo al buio ed hanno atteso che il ristoratore arrivasse. “Ho parcheggiato l'auto a poche decine di metri dall'ingresso di casa mia – racconta – perché sotto casa non c'è mai posto. Quando sono sceso ed ho cominciato a camminare lungo il marciapiedi, i due si sono avvicinati in scooter e sono scesi puntandomi una pistola sul collo. E non si trattava certo di un giocattolo, perché ho sentito il freddo del metallo a contatto con la pelle”.
Non avendo con sé la pistola che a volte porta dietro (con regolare porto d'armi), Guido Lombardi non ha accennato alcun tipo di reazione. Così, mentre uno dei due gli puntava la pistola al collo, l'altro lo perquisiva per portargli via tutto ciò che aveva addosso: innanzitutto il portafoglio (“Dentro, insieme ai miei documenti e alla tessera sanitaria di mia madre, avevo solo 450 euro in contanti visto che fortunatamente ormai tutti i clienti pagano con bancomat o carte di credito”), ma anche un tablet che si era portato da casa al mattino e il Rolex che aveva al braccio (“Un'imitazione, per fortuna”, prosegue). “Per tutto il tempo della rapina – racconta – ha parlato soltanto uno dei due banditi mentre l'altro è rimasto muto come un pesce. Dovevano essere due professionisti, perché non hanno mai perso il controllo e sono rimasti freddissimi. Anch'io ho cercato di restare lucido il più possibile ed ho cominciato a parlare ad alta voce, sperando che qualcuno mi sentisse”. E a sentirlo è stata proprio la moglie, che si è affacciata in strada per cercare di capire cosa stava accadendo. “Quando l'ho vista – prosegue Lombardi – le ho detto di chiamare il 112. Questo ha spaventato i due banditi che hanno deciso di lasciarmi andare. E sono scappati via salendo in fretta e furia in sella allo scooter con il quale erano arrivati”.
Poco dopo sul posto della rapina è arrivata una pattuglia dei carabinieri. Che, grazie alle poche informazioni a sua disposizione, ha cercato di dare la caccia ai due banditi. Ma ormai dello scooter sul quale si erano dati alla fuga si era persa ogni traccia.
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